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Recensione Musica: dEUS - Vantage Point

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Titolo: Vantage Point
Artista: dEUS
Etichetta: V2
Anno d'uscita: 2008
Genere: Rock
Voto: 7,5

"Vantage Point", ovvero: come, a volte, i cerchi si chiudono in maniera sublime ed armoniosa. E in questo caso, la copertina del nuovo album di Tom Barman & Co. è già di per sè un gioiello, pienamente rappresentativa della simmetria che aleggia su tutte e dieci le tracce. Il merito va ad un artista belga, Michaël Borremans, artefice dell'infinità celata dietro quell'otto orizzontale.
Ed è proprio come gli omini distesi per terra dell'artwork che i dEUS ci fanno sentire con questo loro quinto disco. Uscito a tre anni da "Pocket Revolution", lavoro dalle tinte incerte, "Vantage Point" ci bracca in un crescendo di sensualità e sonorità "catchy". Non tanto distante dai precedenti album come può sembrare al primo ingannatorio ascolto, sebbene rivolga un occhio di riguardo verso eventuali nuovi fan.
Mr. Barman con la solita elegante maestria "shackera" melodie ultramegaromantiche, cavalcate suadenti ed il gusto di sempre per lo spasso più genuino e sano che esista. Il tutto in un collage fatto di storie e personaggi, di collaborazioni, ispirazioni aperte alla vita e spunti autobiografici. Come se "Vantage Point" rappresentasse, appunto, una sorta di portfolio di Tom, messo insieme la sera con la compagnia del resto della band  dinanzi ad una rivitalizzante birra, dopo una lunghissima giornata trascorsa per strada a nutrirsi di esperienze.
La reduce "Smokers Reflect" (canzone scartata dal precedente album), ad esempio, riguarda il flusso di pensieri che prende vita col fumo d'una sigaretta. Ispirata a un dipinto di David Hockney, colui che disse "Fumo per la mia sanità mentale", per intenderci.
Il sito ufficiale dei dEUS ci svelerà gli interni dello studio di registrazione Vantage Point: piccolo paradiso intimo collocato ad Antwerp, e fautore stesso del nome dato alla nuova creatura dopo soli tre mesi di lavoro. Ciò che rende singolare l'album è proprio la compattezza che sono riusciti a dargli in così poco tempo; nei tre quarti d'ora della durata si viaggia sempre sfiorando il sublime. Merito anche dei contributi dati da tre voci perfettamente indovinate e in equilibrio con l'umore dell'album.
Nella grandiosa "Eternal Woman" fa capolino l'eterea Lies Lorquet, bassista dei Mintzkov (band poco silenziosamente ispiratasi alle sonorità dei dEUS). Ed è, forse, questo l'attimo più elevato dell'album: tormentato e malinconico come la ricerca dell'Amore eterno di cui cantano, ed ispirata ad un dono regalato a Tom da parte di sua madre.
Karin Dreijer degli svedesi Knife è, invece, ciò che rende il primo singolo, "Slow", la voluttà fatta canzone. L'incedere suadente ma pacato è il compimento del testo stesso: Tom parla di Mauro Pawlowski (seconda chitarra e voce) come la persona la cui attitudine rilassata lo ha ispirato nella scrittura delle liriche. E in "The Vanishing of Maria Schneider" è Guy Chambers degli Elbow a dar colore al ritratto dell'attrice francese (famosa per il ruolo di Jeanne di fianco a Marlon Brando in "Ultimo Tango a Parigi"), musa dispersa tramite cui Tom ci parla della Bellezza eterna, dell'Amore puro e di come neppure dopo i trentacinqueanni alcuni riescano a trovarlo.
"Vantage Point" è tutto fuorchè un album superficiale e pessimo (neppure in "The Architect", l'altro singolo dipinto come "ruffiano". E siamo sicuri che l'architetto Buckminster Fuller starà sorridendo dall'alto della sua genialità), bensì un insieme di frammenti coraggiosi ed ispirati. Per questo e per tutto ciò che ha fatto precedentemente, la medaglia d'onore data a Tom dal governo fiammingo per meriti nella musica contemporanea è più che giusta ed emblematica. E se molti percepiscono i fasti del passato come un motivo per cui non osare nel presente, beh, forse si sbagliano: la band belga pare più vivace che mai, ben oliata anche in sede live, e rinvigorita grazie alla sperimentazione a cui s'è lasciata andare. Nulla di nuovo e clamoroso, ma qualcosa a cui anche l'ascoltatore potrebbe tranquillamente abbandonarsi, con spensieratezza ed attenzione allo stesso tempo. Magari per coronare l'ultima giornata di sole di questo inizio autunno, a volume elevato e coi finestrini rigorosamente abbassati.


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