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martedì 29 settembre 2020

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Recensione film: Nessuna verità

Un successo annunciato per il nuovo film di Ridley Scott

23.11.2008 - Valerio Celletti



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Titolo: Nessuna verità
Regia: Ridley Scott
Cast: Leonardo Di Caprio, Russel Crowe, Mark Strong
IMDB: 76/100
Voto: 72/100

 

E' impossibile non cogliere l'enorme scarto culturale, sociale, ideologico, religioso per il quale l'oriente e l'occidente si stanno fronteggiando. Una guerra tra civiltà, dunque, di straordinaria portata che contrappone chi dichiara di voler esportare la democrazia, la pace, l'ordine - imponendo contestualmente il proprio modello economico- contro chi, sotto l'effige di una fede e una cultura inconciliabilmente diversa, predica la guerra "santa" ai costumi dissoluti del nemico, al quale si rimprovera l'impossibilità di ridurre ogni singola azione umana fuori da una logica di consumo. Si combatte il terrorismo, sulla carta, ma la posta in gioco è molto più alta. Dopo l' Undici Settembre, data in cui è stato colpito il centro nevralgico degli Stati Uniti, si è innescata una sensazione di  precarietà, di sfiducia, di insicurezza.
Insicurezza, sfiducia: queste sono le parole chiave per capire l'ultimo decennio della storia, in cui è stata intrapresa una guerra logorante e dai risultati discutibili, in cui è persino difficile comprendere contro chi si stia combattendo. Il nemico è sfuggente, difficile da individuare, trasmette ordini e comunicazioni in modo tradizionale. Un terrorista preferirebbe farsi uccidere piuttosto che confessare o -parafrasando Frank Herbert- diventare l'antitesi di sé stesso. Questo rende il lavoro delle intelligence ancora più difficile.
Da questo e da altri spunti di attualità di estremo rilievo si costruisce la narrazione di Nessuna Verità (Body of Lies). Roger Ferris (Di Caprio) è un agente dei servizi segreti statunitensi esperto e scaltro, abituato a vivere e lavorare sul filo del rasoio per una causa che spesso comprende con difficoltà. Il suo operato viene pilotato tramite telefono da un veterano della CIA che opera nell'altra parte del mondo, Ed Hoffman (il premio Oscar Russel Crowe). Ferris è sulle tracce di Al-Saleem, un terrorista che ha portato a segno una serie di  sconvolgenti attentati in Europa. L'attività di Hoffman non solo è fortemente limitata dal  protocollo operativo, ma anche e soprattutto dall'impossibilità di potersi fidare completamente dei collaboratori più o meno occasionali con i quali avrà a che fare. Ma sarà proprio la fiducia che lo tirerà fuori dai guai nel momento peggiore. Tratto dal romanzo di David Ignatius, giornalista del Washington Post, il film vanta un cast e una troupe artistica illustre: moltissimi vincitori del Premio Oscar hanno preso parte al film e la qualità tecnica della pellicola è in effetti decisamente elevata. Meritano almeno una menzione i costumi di Janty Yates e la fotografia di Alexander Witt, entrambi con un premio Oscar nel proprio curriculum. Body of Lies è dunque un prodotto originale e con moltissime scene ad alta tensione, tra cui pirotecnici inseguimenti e conflitti a fuoco mozzafiato. Le musiche di Marc Streitenfeld, le location e persino alcuni dialoghi affatto scontati lo rendono un thriller di spionaggio intelligente e che pone l'accento sulle difficoltà che si hanno, in operazioni come queste, nel penetrare in un paese, una cultura al fine di raggiungere un nemico camaleontico e difficile da stanare, in un gatto-e-topo basato sul reperimento di informazioni. La complessità del film è il suo punto di forza, ma anche il suo limite principale: talvolta risulta ostico seguire gli spostamenti di luogo e l'apparire di nuovi personaggi con un ritmo così serrato richiede una soglia di attenzione costantemente elevata. Non è, tuttavia, un ostacolo alla godibilità della visione: Body of Lies è un buon film tratto da un buon libro con buone idee. Senza dubbio uno delle uscite più interessanti della stagione.

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