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lunedì 06 aprile 2020

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Recensione film: Solo un padre

Commedia leggera all’insegna della paternità ritrovata

30.11.2008 - Marco Bolsi



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Titolo: Solo un padre
Regia: Luca Lucini
Cast: Luca Argentero, Diane Fleri, Clauidia Pandolfi, fabio Troiano
IMDB: --/100
Voto: 70/100

 

Carlo (Luca Argentero) è un dermatologo di successo che lavora in una clinica privata; genitori troppo apprensivi, amicizie di lunga data e una situazione sentimentale completamente piatta. A conferire una svolta inaspettata alla sua vita sarà la figlia Sofia, una bambina di soli dieci mesi, che stravolgerà un’esistenza regolare facendogli riscoprire un mondo nuovo e assopito, fatto di amore e passioni.
Grazie all’avventura neopaterna Carlo fa la conoscenza di Camille (Diane Fleri), una ragazza da poco giunta a Torino in cerca di lavoro, che si improvvisa babysitter costruendo un rapporto di fiducia col protagonista fino a svelare i punti più drammatici del suo passato.
Il film, prodotto da Cattleya e Warner Bros. Pictures, è tratto dal romanzo “Perfect skin” di Nick Earls: il titolo riprende la pelle perfetta che ricopre il protagonista e che non permette alle emozioni di penetrare; Carlo indossa una maschera imposta quasi a forza dalle vicende che percorrono la sua mente e cristallizzano il dolore intrappolandolo in una forma fissa. In tal senso la professione di dermatologo vuole essere una sottile metafora per spiegare come alla fine sotto questa perfezione apparente si possa nascondere una grande sofferenza.
L’esperienza di padre improvvisato insieme all’aiuto di Camille sono fondamentali perché permettono a Carlo di riappropriarsi della propria vita e di costruire con i suoi affetti un presente rinnovato dove poter trascorrere momenti sereni e felici.
Gli amici appaiono come figure marginali, delle macchiette umoristiche che servono a smorzare i toni della commedia rendendola a tratti divertente: benché si interessino dei problemi del protagonista, non hanno la forza di scavare a fondo per cercare la verità. Camille, invece, rappresenta un personaggio complementare a quello di Carlo: è una ragazza insicura che viene a vivere in Italia per trovare lavoro in seguito a una discussione avuta con il padre che la voleva promotrice nella sua azienda di the. È una figura molto fragile che trova in Carlo il suo punto di riferimento. Pian piano i due giovani si conoscono, si frequentano fino a trovare una stabile intesa grazie anche al lavoro di Camille come babysitter di Sofia.
Il film vuole essere soprattutto un omaggio a tutti i papà che si trovano per la prima volta alle prese con un figlio: è un’esperienza che cambia radicalmente le abitudini quotidiane. Carlo è di continuo alle prese con pappine, biberon, pannolini sporchi, vaccini e inutili chiamate al pediatra di fiducia, regalando allo spettatore piccole scene di vita quotidiana in cui i padri si riconoscono con un sorriso.
Il regista, Luca Lucini (Tre metri sopra il cielo, L’uomo perfetto, Amore, bugie e calcetto), ha saputo amalgamare momenti comici e drammatici in un unicum corale nel quale intervengono mediante precise dinamiche di equilibrio i vari personaggi.

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