Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


giovedì 01 ottobre 2020

  • MP News
  • Musica

Intervista a Jim Carrey, Zooey Deschanel e a Peyton Reed per "Yes man"

14.12.2008 - Valerio Celletti



RECENSIONE - La via del basso di Franco Di Donato

Bassista tra i più virtuosi e apprezzati nel panorama italiano ed europeo, pubblica ora un doppio singolo e un...
Leggi l'articolo

SPETTACOLI - La Roma S...Canzonata di Sandro Scapicchio

Venerdì 15 maggio 2015 allo storico Teatro cabaret "Il Puff" di Trastevere lo spettacolo-recital del cantautore...
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Enrico Dindo e i Solisti di Pavia

Giovedì 23 aprile, alle 21, presso il Collegio Borromeo di Pavia, una serata all'insegna di Schubert
Leggi l'articolo

D: Quali sono le cose più strane a cui Jim Carrey ha dovuto dire sì nella realizzazione del film?
Carrey: “Ho dovuto imparare a suonare la chitarra, ho dovuto prendere lezioni di coreano, ho dovuto imparare a pilotare un aereo: il mio addestratore era preoccupatissimo. Ho dovuto buttarmi giù da un ponte per la scena del bungee jumping, e non nego che ero molto impaurito.”

D: “Yes Man” è in sostanza un film ottimista. Nella sua vita quanti sì ha detto, e quanti no?
Carrey: “Oltre settecentonovantacinquemila sì e circa cinque no. Penso che sia molto più difficile dire no che dire sì. Dire no alle persone è la cosa più difficile di tutti.”

D: “Yes Man”, almeno in Italia, ha un significato negativo, indica un uomo giudicato servile. Nel caso del film non è esattamente così.
Deschanel: “Si, ammetto che la connotazione normale è negativa. Noi abbiamo giocato con le parole. Carl è un uomo che in un certo momento della vita si impegna a cambiare. Ci si può identificare con lui, molti di noi hanno vissuto un periodo del genere nella propria vita. “

D: Nel film appare questa setta, questo movimento legato alla dottrina del “dire sì”. Crede in questo tipo di realtà emergenti?
Deschanel: “Credo che l’auto-aiuto sia una cosa fantastica, ognuno può migliorare e aiuta molto le persone, anche se ritengo ci siano altre strade -altrettanto valide- per aiutarsi: religione, libri, seminari o la semplice spiritualità individuale.”

D: Il messaggio del film sembra essere quello di affrontare la vita. Come avete confezionato tale messaggio?
Carrey: “Ritengo che la commedia sia uno tra i modi migliore per far arrivare un messaggio al grande pubblico. Ma volevamo anche far ridere un po' la gente, e l’idea del film era perfetta a questo scopo. E’ stata una grande opportunità per dire qualcosa di autentico. Volevamo che il pubblico tornasse a casa con qualcosa su cui riflettere.”
Reed: “Indubbiamente quando abbiamo iniziato a fare il film volevamo che la gente ridesse, anzitutto.”

D: Le sequenze del seminario dello Yes-pensiero sembravano volutamente grottesche. Era una forma di critica verso il proliferare di guru, santoni e sette negli Stati Uniti?
Reed: “E' stato divertente presentare questi seminari, in America sono molto diffusi e quelli che li presentano riempiono gli stadi. Di certo c'è un potenziale manipolatorio, e c’è sicuramente un grande giro di affari legato a tali seminari. Nel film forse li abbiamo resi in modo un po' caricaturale.”
Carrey: “Ammetto che ci sono tanti guru in giro, e alcuni propongono un autentico culto della propria personalità. C'è chi tende a deificare chi dà il messaggio, ma è il messaggio che viene dato quello che conta davvero.”

D: Ci vuole del sincero ottimismo per fare l’attore. Avete detto dei sì convinti all’inizio della carriera?
Deschanel: “Avrei dovuto fare un film su Janis Joplin ma la cosa non è andata in porto. Sono stata cantante da sempre, è bello poter fare musica e fare cinema insieme.”
Carrey: “Io sono il tipo di persona che tende a dire sì con fiducia, dico sì a quello che sta per arrivare. Non c’è nessuna ricompensa se prima non ti assumi dei rischi”.

D: “Ridere di”, “ridere con” è una distinzione utile per definire il comico? Chi è il comico?
Carrey: “Da mio punto di vista il comico è chi porta sollievo alle persone, esprimendo dei sentimenti comuni facendo appello a un sentire collettivo. E' colui che mette da parte il proprio ego e, entrando nei personaggi, fa sentire il pubblico superiore.”

D: Carl, il personaggio interpretato da Carrey, viene sospettato di essere un terrorista. Come mai?
Reed: “Constatato il fatto che il personaggio fa una serie di cose strane(pilotare un aereoplano, prendere lezioni di coreano etc.), abbiamo pensato che potesse essere divertente il fatto che l'FBI potesse sospettare di lui.”

D: Jim Carrey sarebbe lusingato a interpretare un film con Roberto Benigni?
Carrey: “Certo,sarebbe bellissimo! Roberto ha un anima incredibile, pieno di gioia, ha un amore puro per la vita. E si sta molto bene in Italia, è un posto splendido.”

D: Jim Carrey è pazzo sul set come lo è nella realtà? Com'è lavorare con lui?
Reed(scherzando): “E’ molto difficile, se non impossbile. Jim è imprevedibile, è un tiranno, è crudele!”

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.