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Recensione : The Killers - Day & Age

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Titolo: Day & Age
Artista: The Killers
Etichetta: Island
Anno di uscita: 2008
Genere: Pop, Synth Pop
Voto: 7

 

Poche band hanno saputo affermarsi nel panorama dell'indie rock come i Killers: dalla loro prima uscita, Hot Fuzz, targata 2005, la band ha dapprima spaccato la critica in due con Sam's Town per poi uscire con quello che è probabilmente stato il suo miglior lavoro, Sawdust, un album contenente cover e ghost tracks. A distanza di due anni da Sawdust esce questo Day and Age, disco che, stando alle dichiarazioni dei suoi autori, avrebbe consegnato la band all'immortalità.
Partiamo analizzando il singolo di lancio, Human: canzone orecchiabile, in grado di rimanere nella testa dell'ascoltatore, ma più improntata a ritmi danzerecci e new wave piuttosto che a quell'indie rock a cui la band ci aveva abituato. Insomma, la tipica canzone che non sfigurerebbe se inserita in una discoteca tra l'ultimo singolo di Yves La Rocque e No Stress, non proprio canzoni per palati fini.
Proseguendo con l'ascolto del cd però l'impressione iniziale cambia: certo, i Killers giggioneggiano molto, prendendo spunti ora dai Bee Gees, ora da Bruce Springsteen, ma non perdono mai il filo della loro musica. Il fatto che in alcuni frangenti il gruppo di Las Vegas abbia deciso semplicemente di divertirsi è evidente, specie in alcune tracce splendidamente spensierate come Joy Ride o I Can't Stay, in cui fa bella di mostra di se un ukulele accompagnato da un sax. Il tutto, ancora una volta, non potrà che creare due reazioni nell'ascoltatore: o prenderà il cd e lo utilizzerà per la sua prossima sessione di tiro al piattello, infastidito dalla mole di scherzi che i Killers hanno messo nel loro lavoro, o più probabilmente si farà una grassa risata e inserirà il disco in pianta stabile tra i suoi ascolti da automobile.
Unica nota negativa: la mancanza di una canzone davvero in grado di catalizzare l'attenzione e di far drizzare le orecchie all'ascoltatore. Anche la traccia migliore del cd, Spaceman, non è davvero in grado di far fare il salto di qualità. Ed è questo il problema più grande del disco: le canzoni migliori dei Killers appartengono tutte ad altri cd, e questo Day and Age suona un po' come un freno al costante crescendo che aveva caratterizzato la carriera della band. Se i Killers volevano continuare a essere chiamati “gli alfieri dell'indie rock” purtroppo non possiamo che riportare: missione (parzialmente) fallita. Intendiamoci, è un bel disco che merita l'ascolto, ma dai Killers ci si aspettava e si doveva avere di più di un cd semplicemente discreto.

 

Spaceman

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