Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


sabato 30 maggio 2020

  • MP News
  • Musica

Intervista a Davide Toffolo: voce, matite e Tasmania

Lo becchiamo ancora con il Jet Lag ma appare più lucido lui di noi.

02.03.2009 - Edoardo Iervolino



RECENSIONE - La via del basso di Franco Di Donato

Bassista tra i più virtuosi e apprezzati nel panorama italiano ed europeo, pubblica ora un doppio singolo e un...
Leggi l'articolo

SPETTACOLI - La Roma S...Canzonata di Sandro Scapicchio

Venerdì 15 maggio 2015 allo storico Teatro cabaret "Il Puff" di Trastevere lo spettacolo-recital del cantautore...
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Enrico Dindo e i Solisti di Pavia

Giovedì 23 aprile, alle 21, presso il Collegio Borromeo di Pavia, una serata all'insegna di Schubert
Leggi l'articolo

Tre allegri ragazzi morti. Spiegaci che cosa rappresenta per te questo progetto che, negli anni, si è consolidato come realtà duratura per parecchi giovani.
Davide Toffolo nasce disegnatore, cantante, musicista, illustratore e cos'altro?


Allegri ragazzi morti è una idea di come prendere la vita. Su questa idea io, Luca ed Enrico ci siamo trovati e siamo una band. sono un disegnatore che suona. 

Parliamo un po' di musica: vi considerate una band adolescenziale o pensate che la vostra musica sia senza età?

Siamo Tre Allegri Ragazzi Morti. Una band che parla della vita. Il nostro nome è una specie di cassetta di sicurezza se superi la barriera puoi capire che dentro c'è un mondo intero. Ma lo sa solo chi si è davvero avvicinato. Siamo di chi scolta la nostra musica.

Sappiamo che siete “sotto contratto” con Tempesta così come importante realtà italiane come Le Luci della Centrale Elettrica, Il Teatro degli Orrori, Uochi Toki, Moltheni e Giorgio Canali con i Rossofuoco. Che rapporti avete con questi artisti?

La Tempesta che è la nostra etichetta, con la quale abbiamo fatto prima i nostri dischi, non mette gli artisti sotto contratto. La libertà e non solo artistica è la cosa che tiene assieme l'idea de La Tempesta. Siamo stati fortunati ad avere contatti con voci così forti. Noi abbiamo messo in gioco quello che avevamo imparato a fare i nostri dischi per altri che volevano la stessa cosa. Siamo anche diventati amici nel frattempo. Almeno mi sembra. Il lavoro più grosso ne La Tempesta lo fa Enrico. Fra poco uscirà anche il nuovo disco di Sick Tamburo, il nuovo progetto di Prozak+ e spero a brave il nuovo disco nostro. Ma la mia idea è quella di fare un film di animazione con le musiche della nuova musica italiana che in questo momento ha davvero cose da dire.

Quanto è importante la dimensione "live" nella vostra carriera?

Certo suoniamo sempre. E’ la nostra reazione all' essere stanziali e borghesi. Una specie di antidoto alla noia e alla cretineria.

Ora passiamo al fumetto: che ricordi ti porti dietro dell'Università di Bologna? E della scuola Zio Feininger?

Bologna a metà degli anni 80 era un luogo di incontro. Rimane anche oggi la sua capacità di ragionare sulle cose. Sul linguaggio che altri posti non hanno. Ora c'è l' accademia che insegna fumetto.
Zio Feininger è stata un'esperienza bellissima. A diretto contatto con grandi giovani maestri. Artisti votati al fumetto. Un'epifania per me. Se sono quello che sono è perché ero li in quel momento.
Ricordo tutto di quei giorni ma forse è anche perchè era la mia età di imparare.

Che cosa hai pensato quando la Zio Feininger, scuola di disegno fondata da Andrea Pazienza, ha dovuto chiudere i battenti nei primi '90?

Veramente non aveva la struttura di un' istituzione e gli incontri sono diventati riviste da fare, storie da progettare idee da metter in moto. Un laboratorio permanente. Più dura è stata la notizia della morte di Andrea. Bologna era una specie di scuola permanente di fumetto. Tutte le mie idee si sono sviluppate in quella città.

Vedendo le tue tavole e sentendo i testi delle tue canzoni capiamo che P.P.Pasolini ha un ruolo unico nell'influenzare la tua coscienza di artista. Abbiamo dedotto bene?

Il viaggio nella parola del poeta è stato importante per la mia crescita artistica. Il libro che ne è venuto fuori è originale nel metodo e nella forma. Da poco sono tornato dalla Tasmania dove ho portato una mostra proprio su quel libro. Ed è nato un progetto che si chiama Pasolini Project che unisce musica e performance di disegno dove sono coinvolti artisti italiani e internazionali proprio attorno alla figura del poeta friulano.

Parlami della tua esperienza in Australia: com’è il mondo lì? Come mai sei andato giù? Raccontaci…

Ho partecipato alla prima edizione di un grande festival a Hobart, in Tasmania. Il festival si chiama Mona Foma e mette assieme arte e musica. La direzione artistica è di Bria Ritchie, il bassista dei Violent Femmes per intenderci che quando è stato in Italia ha incontrato il mio lavoro e per questo motivo mi ha invitato.
Lo stesso ha fatto con altri artisti, francesi, americani africani, inglesi. Il risultato è stato strepitoso.
Vedere Eugene Chatbourne suonare nello stesso palco con Zen Circus e Amadu Diabate, o sentire i dj australiani e quelli inglesi con altri spagnoli in un club in Tasmania. Per non parlare delle performance di arte in un posto che assomiglia al paradiso. Insomma una grande esperienza umana e artistica. E’ un po’ lontano ma io il prossimo anno ci torno di sicuro.
Su www.trellegriragazzimorti.it trovi il mio reportage di quello che è successo.

Fumetto e arti visive: quanto queste influenzano la musica dei TARM e viceversa?

Per me è naturale. Fanno parte della mia quotidianità. Non sono in grado di analizzare quello che vivo in diretta. Ma penso che la forma multimediale degli artisti sia ormai possibile.

Quali sono i tuoi "miti" fumettistici e musicali?

Devo tornare bambino per raccontarli. Diciamo Magnus, Kirby, Scozzari, Corben, Pazz, Eisner e per la musica Devo, Ramones, Who, Doors, Bennato. Ma miti, veri...enormi.

Parliamo un po' in generale: Obama è il nuovo presidente americano. Dicci cosa ne pensi.

Dico che dovrei essere la. E forse già ci sono per raccontare questa nuova via americana. Questo è un mondo che ha bisogno di direttive nuove. Di futuro in una parola. Obama ha dentro tutte queste aspettative. Che sia l'America ad emozionare ancora la nostra fantasia penso sia rassicurante per noi occidentali.

Università italiana: esamificio o luogo di incontro culturale? Se vuoi sbilanciati anche in qualche divertente aneddoto che ti è capitato durante gli studi.

Sono timido e un po’ lento. Non è l'Università il luogo per la mia crescita. O almeno non lo è stato. E poi non sono neanche laureato. Dovresti chiederlo a qualche altro disegnatore. Sono stato un buon insegnate di fumetto, questo è certo ma oggi sono troppo arido per insegnare. Forse lo farò di nuovo fra qualche anno.

Le case discografiche influenzano ancora la vita dei musicisti? Se sì, in quale misura e come?

Le strutture industriali condizionano certo le vite di chi ne è parte. Oggi succede che queste strutture sono più deboli e per questo motivo la nuova musica italiana trova forza da altre parti e forse esprime anche qualcosa di nuovo. Comunque la musica è ancora un’arte che è un prodotto. E’ una contraddizione difficile da risolvere e che vive in questo la sua eccitazione.

Afterhours a San Remo: noi siamo rimasti sconvolti alla notizia. Ci dici la tua? Vedremo mai i TARM sul palco dell'Ariston?

Tutti i grandi artisti italiani sono passati su quel palco. Alcuni sono diventati grandi grazie a quel palco. Gli Afterhours sono grandi artisti che omaggiano un festival della loro presenza. Se porteranno una canzone grande smetteranno di essere conosciuti da una minoranza euforica. Gli Afterhours fanno i conti con strutture economiche tradizionali. I Tre Allegri no. Non li vedrai facilmente a san remo.

Cosa ne pensi in generale di San Remo? Rappresenta appieno, così come vogliono farci credere, la musica nostrana?

San Remo è nato come il festival di una casa discografica che presentava i suoi prodotti. Dire che rappresenta l'Italia della musica vuol dire dimenticare molta musica italiana. Io non lo guardo e mi ha sempre fatto schifo. Ma sarà che sono ancora punk. Mia madre lo guarda ma anche lei ha perso il senso di meraviglia che le vedevo negli occhi tempo fa. Siamo tutti più cinici.

Le ultime due domande sono ormai un nostro rito: come e soprattutto dove avviene la tua fase creativa? Alcuni tuoi colleghi ci hanno risposto che hanno l'ispirazione nei posti più impensabili, bagno compreso. Immagino che per un fumettista sia diverso…


L'ispirazione non ha a che fare con il luogo dove sei nell' istante in cui ti si accende. Tutte le volte che mi arriva io rimango impressionato. Ha qualcosa di inspiegabile. Poi la musica pop fa i conti con l' intuizione e quella la puoi avere ovunque.
Ma penso sia un' altra cosa rispetto all' ispirazione.

Consigliaci un libro, un film e un album che proprio non possiamo perderci.

Un film: La donna scimmia di Ferrei. Un libro: Qualunque di Vonegut e i dischi dei Massimo Volume. Spero ne facciano presto uno nuovo.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.