Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


sabato 26 settembre 2020

  • MP News
  • Musica

Kings of Leon - Because of the Times

08.05.2007 - Edoardo Iervolino



RECENSIONE - La via del basso di Franco Di Donato

Bassista tra i più virtuosi e apprezzati nel panorama italiano ed europeo, pubblica ora un doppio singolo e un...
Leggi l'articolo

SPETTACOLI - La Roma S...Canzonata di Sandro Scapicchio

Venerdì 15 maggio 2015 allo storico Teatro cabaret "Il Puff" di Trastevere lo spettacolo-recital del cantautore...
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Enrico Dindo e i Solisti di Pavia

Giovedì 23 aprile, alle 21, presso il Collegio Borromeo di Pavia, una serata all'insegna di Schubert
Leggi l'articolo

Titolo: Because of the Times
Artista: Kings of Leon
Etichetta: RCA
Anno d'uscita: 2007
Genere: Southern Rock
Voto: 8.0/10

Il continente nord americano ha ampie praterie, deserti, boschi verdi, grandi laghi, ghiacciai, spazi sterminati, grattaceli altissimi, mega centri commerciali, fast food ad ogni angolo di strada, luci e casinò che spuntano in mezzo al deserto come funghi.

La famigerata etica statunitense si è formata nell’arco dei secoli grazie a mille influenze diverse: la religione è una di queste.

Leon Followill è un pastore pentecostale: non chiedetemi di preciso cosa implichi nella vita quotidiana questa fede perché non né ho la più pallida idea. So solo che questo pastore ha messo al mondo con sua moglie tre figli Caleb, Matthew e Nathan e li ha cresciuti, gironzolando in automobile per tutti gli Stati Uniti del sud, predicando loro e con loro il vangelo cristiano ed educandoli alla musica.

Caleb oggi ha potenti doti vocali e suona la chitarra, Matthew ha acquisito un’ottima dimestichezza con le sei corde e Nathan ha trovato il tempo per imparare a pestare correntemente su pelli e piatti. Riunitisi con loro cugino (sempre un Followill) di nome Jared e di professione bassista, a loro quattro mancava soltanto il nome: in onore del padre (e zio) pastore la scelta è ripiegata su “Kings of Leon”.

Oggi questa giovane band americana ha catturato l’attenzione di stampa e pubblico con questo magnifico “Because of the Times”, loro terzo album ufficiale. Dopo l’esordio di “Youth and Young Manhood” (2003), in cui erano andati a pesca di vecchi fossili folk rock americani, e il successivo e altalenante seguito “Aha Shake Heartbrake” (2004), i Kings of Leon hanno compiuto un importante passo verso l’altare del rock: sono riusciti ad unire la loro passione per il rock puro e duro stile Creedence Clerawater Revivial, ad una più meditata composizione che vira, facendo l’occhiolino all’indie rock, verso atmosfere neo psichedeliche.
Lo studio del suono è grezzamente bellissimo: le distorsioni, i suoni clear, i reverberi, i giri di basso, i main theme sono eseguiti, montati e dosati ad arte, così da esaltare e colpire l’ascoltatore.

I continui richiami alle radici del rock, all’oscurità dell’hard, alla geometria del blues, al sole del folk creano l’impressione di trovarsi davanti ad un continuo chiaroscuro musicale: la notte, in cui regna un’enorme luna stagliata in cielo, si alterna, secondo natura, ad una afosa giornata californiana, con tanto di palme, infradito e bibite ghiacciate.

La gioia si unisce ad un profondo sentimento contemplativo, ci si rende conto che, nonostante uno possa avere mille problemi, ognuno di noi può guardare con fiducia al proprio futuro. Led Zeppelin, Bob Dylan, Creedence Clearwater Revival, Neil Young: tutta la tradizione basic rock la ritroviamo qui dentro.

“Because of the Times” è una vera e propria autostrada sonora: l’asfalto sotto le ruote è sempre lo stesso ma a noi sembra ogni volta diverso. Con le mani sul volante osserviamo le altre auto muoversi in modo ordinato. I fari rossi in piena notte ci abbagliano quando siamo in fila. I semafori spenti e lampeggianti ci danno un profondo senso di libertà. Acceleriamo ogni tanto, non c’è nessuno, ma non abbiamo fretta di tornare a casa. Sentiamo la pace che ci circonda.

Inutile elencarvi le canzoni e parlarvene una per una: sarebbe come raccontare ai vostri amici un bellissimo viaggio fatto in un paese esotico descrivendo esclusivamente la vostra camera d’albergo. Capolavoro.


PS:
Se volete conoscere i Kings of Leon partite da questi video che sono presenti su YouTube:
iniziate dalla loro più bella canzone del primo album intitolata Trani, poi spostatevi alla nuova McFearless, guardatevi il video di On Call e alla fine fatevi avvincere dalla potenza di Charmer . Vi assicuro che poi non potrete fare a meno dei King of Leon.

Tracklist

  1. Knocked Up
  2. Charmer
  3. On Call
  4. McFearless
  5. Black Thumbnail
  6. My Party
  7. True Love Way
  8. Ragoo
  9. Fans
  10. The Runner
  11. Trunk
  12. Camaro
  13. Arizona
BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.