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martedì 29 settembre 2020

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Live Report: Modena City Ramblers @ Fuori Orario

Presentazione del nuovo album "Onda Libera"

16.03.2009 - Angela Di Matteo



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Nuovo album, nuovo tour. Anche se questa volta inizia il tour un mese prima che esca il disco e ancora una volta i Modena City Ramblers  affrontano il pubblico del Fuori Orario, locale Arci dell’interland reggiano.
Ci avevano promesso le polke, ci avevano detto che avrebbero ripescato dal dimenticatoio il tanto atteso irish folk..ci avevano illuso. C’è da dire che la data zero del 7 marzo ha visto un concerto sicuramente  molto più movimentato rispetto all’ultima annata. I ritmi sono più incalzanti, battenti ma nessuna traccia di irish folk, o per lo meno di folk e basta.
Alla povera Betty Vezzani spettano le seconde voci, qualche ritornello e una canzone da solista con un microfono decisamente basso, mentre il sudatissimo Dudu spadroneggia selvaggio sul piccolo palco. Massimo “Ice” (al basso) è però il vero capo-banda e dopo aver presentato il suo nuovo album da solista “Come un mantra luminoso” resta presenza protagonista e si abbandona, come ormai di consueto, a rappate hip-hop dal gusto indecente e fuori luogo.
Qualche ritorno al passato con una “Mamagranda” deliziosamente rivisitata,  “In un giorno di pioggia”, “La fiola dal paisan” e “Figli dell’officina”  per accontentare i fan veterani, tanto per il nuovo pubblico, dall’età inversamente proporzionale a quella del gruppo, bastano vecchi slogan buonisti e una bandiera a cui aggrapparsi.
I nuovi pezzi proposti rimpastano vecchie parole e viene da dire “questa l’ho già sentita” e ci si rende conto che si tratta solo di un abile ripescaggio con qualche schitarrata qua e là, un flauto a destra e un pugno a manca. Ma poi, al di là di queste questioni di stile, il vero problema di “Onda Libera” è la generalità dei testi: sante parole, tutte, nessuna fuori posto, ma è facile scrivere canzoni politiche senza immergersi nel vivo della politica. I valori generali mettono tutti d’accordo e appiattiscono qualsiasi confronto. La lotta contro le mafie, uguaglianza razziale, morti bianche e libertà nella legalità: cosa desiderare ancora? Forse vorremmo riflessioni più acute e articolate, analisi socio-politiche cazzute  capaci di sconvolgere un pubblico di sedicenni ubriachi, capaci di non avere la paura di essere scomodi, capaci di dire qualcosa di veramente nuovo.

L’Italia è in crisi, il mondo vomita guerre e noi cantiamo canzonette.

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