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domenica 09 agosto 2020

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Live Report: Skiantos @ Circolo degli Artisti

16.03.2009 - Gabriella Scafuri



RECENSIONE - La via del basso di Franco Di Donato

Bassista tra i più virtuosi e apprezzati nel panorama italiano ed europeo, pubblica ora un doppio singolo e un...
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SPETTACOLI - La Roma S...Canzonata di Sandro Scapicchio

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APPUNTAMENTI - Enrico Dindo e i Solisti di Pavia

Giovedì 23 aprile, alle 21, presso il Collegio Borromeo di Pavia, una serata all'insegna di Schubert
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È partito lo scorso Febbraio Il Fogna Tour [il Tour dell’unico gruppo che parte dalle cantine per arrivare alle fogne!] per la promozione del nuovo disco, dal titolo alquanto emblematico “Dio ci deve delle spiegazioni” (possibilmente convincenti) uscito il 6 Marzo - in concomitanza con la tappa romana al Circolo degli Artisti – e già prefiguratosi come un lavoro ad alto tentativo d’introspezione. Ad incominciare dal titolo che interpreta quesiti filosofico-esistenziali (sul senso della vita, le ingiustizie, le guerre, le epidemie, la percezione d’inquietudine nell’uomo, ecc.) i quali, implicitamente, ammettono l’esistenza di un’entità superiore - seppur contornata di dubbi e ripensamenti.                                        
Dubbi ai quali i cinque (ir)responsabili sempre riconoscono una legittimità: “solo gli scemi non provano dubbi.. e su questo gli Skiantos non hanno alcun dubbio!”. Ma se credete che i Nostri, sulla ‘cresta dell’onta’ da 32 anni (di sublimi nefandezze) possano aver abbandonato la loro verve rock demenziale vi sbagliate di grosso! È vero che nell’album si avverte una sensazione di ampliamento dei propri orizzonti – si toccano temi come la convivenza etnica (“Il razzista che c’è in me”) o  le droghe (“Io sono un perdente”), la disoccupazione (“chiunque può trovare un lavoro, ma devi essere in gamba per vivere senza, e non sentirne la mancanza”  - da “Una vita spesa a skivar.. la fresa”), la mercificazione dell’arte (“Merda d’artista”) e via ascoltando – ma resta salda la forte dose d’ironia che immancabilmente contraddistingue  il gruppo fin dal suo esordio - nel lontano ’77 - e che tutt’ora riproprone pezzi d’epoca come “Sono un ribelle mamma”, “Mi piacciono le sbarbine”, “Eptadone”. Tuttavia, è nella dimensione Live che gli Skiantos danno il meglio (o il peggio?!) di loro: in prima linea Roberto Freak Antoni, vera star del palco-osceno altresì definito geniale poeta surrealista rock, introduce ogni pezzo caricando il pubblico composto da ‘persone improponibili’ (cfr. “Testa di pazzo”) salvo poi esclamare:“con questi applausi voi mi confondete.. con un altro… sicuramente!” Gli si affiancano il fido Fabio ‘Dandy Bestia’ Testoni (chitarra e cori) militante storico nel gruppo, Max ‘Magnus’ Magnani (basso e cori – leggenda vuole che al suo debutto fu il primo a beccarsi in fronte un rotolo di carta igienica!)   facilmente individuabile tra Freak e Luca ‘Tornado’ Testoni (chitarra), entrambi (s)fusi tra le luci psichedeliche; a chiudere la base piramidale il batterista Gianluca ‘La Molla’ Schiavon (un tipo reattivo, svelto e scattante!) Insomma  , uno spettacolo che sarebbe sui generis, se non fosse sui Genesis (sempre per dirla alla Freak Antoni) assai vario: dal blues di “Senza Libretto d’istruzioni” alla fusione sperimentale sospesa tra il liscio e metal di “Senza vergogna”: il tutto rigorosamente in chiave andante-allegretto che rende un quadro alquanto scanzonato e paradossale. Ai più il loro essere così sopra le righe potrà risultare grottesco e illogico, ma una volta avvezzi alla forma (de)mentis anche i soggetti meno inattendibili ed inverosimili li ameranno!
Verdetto finale: gli Skiantos offrono una performance assolutamente degna di nota e convincente,  nonostante ritengano che in Italia non ci sia gusto ad essere dementi ma Loro ci provano lo stesso.. e con ottimi risultati!

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