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Recensione : Stearica - Oltre

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Titolo: Oltre
Artista: Stearica
Etichetta: Homeopathic
Anno di uscita: 2008
Genere: Exp. Rock, Ambient
Voto: 6,5

 

Oltre”: un concetto molto interessante. Può essere riferito ad un oggetto, ad un soggetto o ad una qualsiasi altra cosa-essenza. Però ciò che conta è, fondamentalmente, la supposizione di superamento, di scavalcamento, di superiorità.
Gli Stearica, band torinese attiva già dal 1997, può vantare già tournèe al fianco di artisti di primo pelo come Nomensno, GirlsAgainstBoys, The Ex e Karate e di collaborazioni altolocate non certo all’ordine del giorno con Dalek, Nick Storring e Jessica Laurie (tutti e tre questi artisti con loro anche in questo album). Anche solo per questo il loro background e la loro esperienza è fuori dal comune, anzi, oltre dal comune.
La loro non omologazione alla scena italiana classica, quella del “belcanto” per intenderci, ce li rende già molto simpatici; la loro propensione a suoni ambient-post-quellochevolete ce li fa diventare amici. Le loro somiglianze con gli Zu e i Tortoise, poi, ci fanno sorridere beati.
Il loro è uno sperimentare gioioso, un errare tra le partiture sperimentale e giocoso allo stesso tempo: non si avverte voglia di prendersi troppo sul serio (che non è mai un male), si ascolta invece buona musica, ben eseguita e mixata ancora meglio. La loro tendenza a creare crescendo strumentali poi ci fa sentire definitivamente a casa. Brani come “Sky Smokes Clouds” e “E Ogni Cosa Scompare” dovrebbero essere fatte ascoltare a tutti i giovani musicisti che vogliono formare una band post. Gli Stearica sono ottimi esecutori delle fasi più languide, più prettamente ambient, meno convincenti laddove devono tirar fuori il riff chitarristico “radiofonico” o “di facile ascolto”, ma siamo sicuri sia un problema che facilmente viene risolto nella dimensione live. Si comprende già dalle prime note, infatti, che il loro fervore esce più trattenuto dalle cuffiette di casa nostra che dai potenti ampli da concerto: chi sa suonare bene e si diverte nella musica e nell’esecuzione, preferisce per forza di cose esibirsi davanti ad un pubblico che in un isolato studio di registrazione e la canzone “Up East”, ad esempio, è uno di questi casi. Molto meglio “Beyond The Red Bells I've Heard Gold Bulls”, gutturale prova elettro-ritmica degna di assoluto rispetto. “W. The King Of Assholes” (ogni riferimento è puramente voluto) è paragonabile ad una canzone dei Godspeed You! Black Emperor reinventatisi amanti di un “-core” non meglio identificato. Unica voce presente in “Oltre” è quella di Dalek in “Occhio”, ultima traccia dell’album: pesantezza pura portate su noncuranti spalle forti.
“Oltre”, nonostante qualche pezzo meno incisivo di altri, è un lavoro di prima categoria, una nuova ed ennesima offerta per il pubblico nostrano, per la stragrande maggioranza sordo alle produzioni di questa caratura. Purtroppo.

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