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sabato 26 settembre 2020

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Recensione: Earth

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19.04.2009 - Tommaso Ranchino



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Titolo: Earth
Regia: Alastair Fothergill, Mark Linfield
IMDB: 79/100
Voto: 71/100

 

La Disney Nature è pronta a prenderci per mano, ed immergerci nella natura incontaminata e mozzafiato che ricopre le zone (a noi) remote del pianeta. Un’esperienza rigenerante ed incredibile quella che la voce di Paolo Bonolis ci racconta, una visione che, però, ci scaraventa anche di fronte alle nostre responsabilità. La posizione di predominanza che la nostra specie ha naturalmente assunto ci ha portato, sempre naturalmente, a distruggere la Terra che ci ospita, nelle modalità più disparate possibili, riempiendoci la bocca, perlopiù nei momenti di relax, di parole e progetti “per l’ambiente” mai realizzati o fortemente perseguiti dalla comunità internazionale.
Il documentario che la Disney e la Bbc confezionano si affida ad una potenza visiva che vale, da sé, la visione. Storie di animali in difficoltà per la sopravvivenza, una ‘famiglia’ di orsi polari, un elefante e due megattere saranno protagonisti di dure odisee, alla ricerca di quell’habitat che riscaldamento globale ed inquinamento hanno sottratto loro. Il Polo, il deserto e l’oceano allora diventeranno le vere star del docu-film, gli attori non accreditati di un urlo di dolore corale che arriva dal cuore della Terra. Tutto decodificato attraverso la percezione umana del concetto di famiglia e amore verso i figli, al quale “Earth” rimarrà  forse un po’ troppo appeso per tutta la sua durata. Avremmo preferito un’emancipazione totale dalla voglia di umanizzare ogni espressione della natura, particolarmente disneyana, prediligendo il messaggio ambientalista che un tuffo nella natura nuda e cruda avrebbe saputo sopportare meglio. Resta la qualità tecnica della pellicola a renderne giustizia, gli amanti della natura rimarranno senza parole di fronte a cotante virtù del nostro pianeta, raramente immortalate così dall’occhio umano.
Rimanere a guardare la divina perfezione di un ecosistema in crisi sarà il compito di chi guarda, cominciare ad attivarsi nel proprio piccolo, con tutto quello che un’assennata economia domestica può apportare, il compito di chi, oltre a guardare, sa anche rifletterci su.
Un buon esperimento, sia dal punto di vista del puro entertainment, che da quello del messaggio globale, quello di “Earth”, che, se da un lato appare un po’ troppo demagogico e generalizzato, dall’altro ci mette di fronte ad una bellezza che ignoriamo, ad una maestosità al cospetto della quale dovremmo, intimoriti, chinare il capo (avvenimenti recenti ce lo insegnano), e non perseguire la falsa chimera di un benessere a breve gittata, senza saper guardare al (dopo)domani.

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