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Recensione : Lorre - Roghi di Libri

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Titolo: Roghi di Libri
Artista: Lorre
Etichetta: Niegazowana (Con licenza Creative Commons)
Anno di uscita: 2009
Genere: Elettronica, Post Rock, New Wave
Voto: 6

 

Industrial, elettronica e un po’ di new wave. I Lorre, band formatasi di recente ma composta da musicisti che in passato hanno diviso il palco con band del calibro di 24 Grana, Katatonia e Meganoidi (quelli del secondo periodo, “ska-free”), sono un trio siciliano sotto contratto con Niegazowana, etichetta indipendente, e fautori della licenza Creative Commons, quello per intenderci che rende legale ogni tipo di download (p2p compreso) tra i marasmi internettiani.
“Roghi di Libri” lo potete sentire gratuitamente e per intero sul loro myspace insieme ad un altro paio di tracce da precedenti lavori. Le influenze endogene a “Roghi dei Libri” sono molteplici ma sempre di differente provenienza. L’iniziale “The Mother of Lovers” sembra uscita da “Songs of Faith and Devotion” dei Depeche Mode più scuri e peripatetici: ricca di quell’alone dark-elettro e della sua ripetitività ossessiva, è forse il miglior pezzo di tutto l’EP. “Lost in a Pill of Modern Love” è figlia di Nuccini quanto dei Negazione più sperimentali. Le sue pulsioni, così come e soprattutto quelle della seguente “Libertine Sister”, riportano facilmente alla mente “Idioteque” dei Radiohead di quel Kid A, capolavoro irripetibile di elettro-rock-chic, così influenzato da Aphex Twin. E sono proprio questi due nomi ad emergere chiaramente nella parte centrale di questi minuti di musica. E “Libertine Sister” come già accennato diviene proprio tributo alla band di Tom Yorke in tutto e per tutto. Molto più post-rock è “We Are Complete Failures”, disperata cavalcata elettro-post senza via d’uscita. “The boy in the Grey” è la pessimistica conclusione di un viaggio coerente tra musica elettronica e post-rock.
Non c’è originalità, non c’è voglia di stupire. Manca un pizzico di mordente e di voglia di spaccare un po’ di musi. Ma c’è musica ben suonata e soprattutto voglia di dirlo con le proprie parole, in barba a noi pseudo critici che tanto, gira e rigira li rimetteremo su almeno un paio di volte dalla nostra libreria iTunes.

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