Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


giovedì 06 agosto 2020

  • MP News
  • Musica

Recensione : Taster’s choice - The Rebirth

04.05.2009 - Gabriella Scafuri



RECENSIONE - La via del basso di Franco Di Donato

Bassista tra i più virtuosi e apprezzati nel panorama italiano ed europeo, pubblica ora un doppio singolo e un...
Leggi l'articolo

SPETTACOLI - La Roma S...Canzonata di Sandro Scapicchio

Venerdì 15 maggio 2015 allo storico Teatro cabaret "Il Puff" di Trastevere lo spettacolo-recital del cantautore...
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Enrico Dindo e i Solisti di Pavia

Giovedì 23 aprile, alle 21, presso il Collegio Borromeo di Pavia, una serata all'insegna di Schubert
Leggi l'articolo

Titolo: The Rebirth
Artista: Taster’s choice
Etichetta: Bagana Records/ Edel
Anno di uscita: 2009
Genere: Nu- Metal
Voto: 7

 

De gustibus.
Avranno la capacità di suscitare gradimento o meno questi livornesi attivi sin dall’estate 99 (anno in cui nasce il progetto) ma senza dubbio non lasciano indifferenti.
All’epoca i partecipanti erano quattro amici (Marco Bassini, Pietro Marsili, Mattia Biagini ed Alberto Pieri) che avevano una grande passione per la musica crossover tanto da iniziare a suonarla pervadendola anche di influenze Nu-Metal.
Il 2000 vede la registrazione di un demo e l’entrata in scena di altri elementi quali dj, seconda voce (una rappata ed un’altra che alterna scream e melodico), percussionista e un nuovo chitarrista.
Nel corso del 2003, tal Fabrizio Pagni, unitosi alla band, le tende l’approccio verso una dimensione elettronica con l’ausilio di synth e loops.
In un secondo tempo lo stile dei Taster’s choice passa dal crossover ad un genere coniato allora da loro: tribal metal core, enfatizzato dalla fusione di batterie e percussioni.
Ne segue l’uscita di un altro promo con all’attivo la nuova formazione.
Tali mutamenti sono incisivi ed il gruppo fa un balzo di qualità oltre che di genere: musicalmente può essere insito nel filone Nu-Metal a tutti gli effetti.
O meglio, ‘Nu-Metal alla seconda potenza’, come lo hanno definito. Grande aggressività.
Sì, senza dubbio la band si distingue per questo carattere irruente. Manifestato sia a partire dal look - inequivocabilmente favorito da vari sponsor – che al sound: vocals e batteria ruggenti, percussioni distinte da timpani, jumbè, campanacci e grancassa. Il debutto discografico è rappresentato da “Shining”, che ottiene un discreto successo in Europa grazie anche alla distribuzione della Shark Records (etichetta di Sepoltura, Virgin Steel, Warlock).
In breve tempo diventano supporter di band come 30 Second to Mars, Aiden, Terror ed i nostrani Afterhours. In seguito, tra metal core ed elettronica arriva il secondo atto, “The Rebirth”, l’album in questione.
Già dal titolo emblematico si intuisce che si è trattato di un lavoro sofferto. La band si è presa il suo tempo –  affinché fosse all’altezza delle nuove proposte in circolazione nel circuito del metal moderno – e, in un tripudio di sudore e sacrificio, ha partorito. L’esito è notevole: un concentrato di influenze di ogni singolo elemento in cui si vengono rievocati Slipknot, Soulfly, American Head Charge, solo per citarne alcuni.
L’intro “Make your game” pur presentandosi minaccioso introduce – a colpi di basso – le chitarre ultra-storte di “Wallblast”, fino alla guerra all’ultimo fiato tra i due vocalist. È questo binomio antitetico il punto di forza dei Taster’s choice. Senza nulla togliere alla sezione ritmica, che, al contempo si mostra autorevole: la chitarra trita riff su riff, mentre percussioni e samples donano un tocco di freschezza ed intensità al sound. Consci di una produzione salda alle spalle - quella Bagana Records che si è affermata come una delle migliori etichette indipendenti italiane degli ultimi anni - e della registrazione ai West Link Studios (con tanto di mixaggio ai Das Ende Der Dinge) i Taster’s choice non nutrono nessun rimorso per la loro creazione, che, anzi, dopo ogni ascolto, amano sempre più.
Presunzione? Al pubblico l’ardua sentenza.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.