Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


lunedì 06 aprile 2020

  • MP News
  • Musica

Recensione : Funky Pushers - Lunch

18.05.2009 - Enrico Strina



RECENSIONE - La via del basso di Franco Di Donato

Bassista tra i più virtuosi e apprezzati nel panorama italiano ed europeo, pubblica ora un doppio singolo e un...
Leggi l'articolo

SPETTACOLI - La Roma S...Canzonata di Sandro Scapicchio

Venerdì 15 maggio 2015 allo storico Teatro cabaret "Il Puff" di Trastevere lo spettacolo-recital del cantautore...
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Enrico Dindo e i Solisti di Pavia

Giovedì 23 aprile, alle 21, presso il Collegio Borromeo di Pavia, una serata all'insegna di Schubert
Leggi l'articolo

Titolo: Lunch
Artista: Funky Pushers
Etichetta: suonivisioni
Anno di uscita: 2009
Genere: Rap - Funky - Reggae
Voto: 5

 

Formazione nata nel 2003 dalla confluenza di musicisti provenienza da altre formazioni, i Funky Pushertz, nati e cresciuti a Torre del Greco (Napoli), si presentano con questo “Lunch”, debutto sulla lunga distanza arrivato dopo l'ep “Breakfast” del 2004. Vagoni di funk e hip-hop in questo cd che ricorda molto le posse degli anni '90, che in Campania non sono mai mancate e che va alle radici del rap passando dentro a testi che ci parlano delle difficoltà delle periferie napoletane, tra precarietà, futuro incerto, introspettività, momenti autoriflessivi, senso di appartenenza ai luoghi natii ed anche un brano dal tono decisamente antirazzista, “West Funk Story”, che ci racconta delle discriminazioni subite dai neri d'America, padri fondatori del funk e dell'hip-hop.
Anni '90 dicevamo e lo confermiamo a pieno purtroppo. Purtroppo perchè il disco suona vecchio e superato, non ha slanci particolari, risulta monotono e persino un po' tedioso per coloro i quali non apprezzano il genere; i brani suonano su basi ben prodotte (da Toniko70) ma che potrebbero essere uscite da un qualunque disco di genere prodotto tra il 1995 ed il 1999, e neanche gli intrecci di voci, per altro ben realizzati da Kayaman, Red Dog, Mastunzò e Boom Buzz non riescono a risollevarne le sorti pur nel tentativo coraggioso di cercare di mischiare il funk, il rap e qualcosa di reggae (tentativo che in verità appare presente a tratti e poi naufraga dentro il piattume delle basi sempre uguali). Forse un'occasione sprecata da parte di una crew che ha aperto alcuni tra i migliori artisti italiani del campo (Almamegretta, Colle Der Fomento, Cosang, Moddi-Trix-Kaos); forse è il genere che è giunto al suo canto del cigno e non è possibile più innovare. O forse è semplicemente che il rap oggi, oramai, è veramente anacronistico.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.