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Recensione : Valentina Giovagnini - L’amore non ha fine

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Titolo: L’amore non ha fine
Artista: Valentina Giovagnini
Etichetta: Verba Manent
Anno di uscita: 2009
Genere: Pop
Voto: 7,5

 

Io sono in volo, sono libera, non ho confini intorno a me, sono un pensiero…sono musica”. Questa, nelle parole che danno il benvenuto al suo sito, la definizione che di sé dà Valentina Giovagnini, giovane promessa della canzone d’autore italiana. E, nel più tragico e al contempo nel più poetico dei modi, la sua libertà, ora, Valentina la vive. La vive cantando l’amore, quello delle canzoni del nuovo cd uscito il 15 maggio scorso; ma la vive perché ora Valentina è libera davvero. Libera perché non c’è più, vittima di un incidente stradale che l’ha tragicamente strappata alla vita, nella notte dello scorso 2 gennaio, a soli 28 anni. Nonostante la sua prematura scomparsa, la voce dell’artista senese torna oggi con le 12 tracce del suo nuovo “L’amore non ha fine”, album nato per la volontà dei genitori di unire i pezzi a cui la cantante stava lavorando in studio, proprio in vista della futura uscita del lavoro discografico. Saldo, potente, robusto ma delicatissimo e, su tutto, evocativo: è così che si presenta all’ascolto l’album della 28enne. 12 tracce, accompagnate da due ghost tracks in inglese molto intime, che ripercorrono i sentieri della vita e parlano di sentimenti e di sfumature; sempre con la grazia e la delicatezza di una penna sensibile e poetica e la sorpresa, il gusto, l’imprevedibilità degli accostamenti sonori: tornano in questo lavoro le sonorità celtiche, i ritmi medievali, le atmosfere sognanti dei singoli precendenti. Quello stesso spirito che aveva profondamente segnato il suo debutto discografico, avvenuto nel 2002, con l’album “Creatura nuda”. Allora, a stupire il mondo della critica canora e a far luce sul mondo e sull’esperienza musicale di Valentina, era stato “Il passo silenzioso della neve”, singolo di traino del cd che, presentato nella sezione giovani del Festival della canzone italiana di Sanremo, le era valso il secondo posto nella classifica generale della categoria (il primo piazzamento andò alla Tatangelo che interpretava il brano “Doppiamente fragili”), il primo premio a Sanremo Top, la nomination all’Italian Music Award 2002 nella categoria “Rivelazioni” e il premio, ancora sanremese, come miglior arrangiamento. Sonorità medievali e lontane, strumenti classici, atmosfere sospese tra vecchio  e nuovo. La preziosità della musica, il ricamo della voce, la forza della parola e delle scrittura: l’intensità della musica firmata da Valentina è tutta in questa ricetta di commistione e contatto. E la stessa radice inventiva torna ora nelle dodici tracce del nuovo cd, in cui poesia e musica si fondono. Ancora essenziale è la componente musicale e quell’ accento particolare e vibrante che le antiche cornamuse o i flauti irlandesi sanno stillare; ancora solida è la voce dell’artista con i suoi ricami, i suoi gorgheggi, la sua morbida consistenza, la sua policromia. Ma quello che il nuovo lavoro porta, come sua caratteristica propria, sono i testi: maturata, cresciuta, formata, in questo cd Valentina allarga il suo orizzonte letterario e poetico e lo fa parlando con acume, grazia e forza, di amore, speranza, sofferenza; parlando della forza che va oltre al dolore, della bellezza del sentimento, di libertà, attese e rimpianti; di viaggi, silenzi, sogni. Una vena solida ed un’ispirazione sincera, da cui scaturiscono gli emozionanti pezzi dell’album che l’artista senese ha composto con la collaborazione del talent scout Davide Pinelli e di Vincenzo Incenso che, di Valentina e del suo carattere, conservano un ricordo appassionato e commosso. La stessa verve che i suoi genitori, tramite la Onlus Valentina Giovagnini, sperano di ricordare: i ricavati delle vendite del cd saranno infatti devoluti all’associazione no profit che da lei prende il nome, per realizzare i progetti umanitari di sostegno, beneficenza e sussidio voluti dalla cantante. Ricordi, emozioni, solidarietà, musica, calore, sogni, attese e speranza: le dodici tracce del disco sono questo e sono Valentina. Sono il suo desiderio di fare musica, di esprimersi e di fare della musica un vincolo. Esprimere se stessa, i suoi desideri, la sua verve, la sue poesia, la sua essenza: è questa la missione della musica e della musica di “L’amore non ha fine”: perché l’amore è eterno ed eterno è anche il canto di Valentina. Quel canto che nessuna striscia di asfalto può spegnere e imprigionare. “Mettere porte ai sogni è come imporre finestre al vento”, dicevano i saggi: la forza di Valentina è quel sogno, quel soffio di eternità, quella melodia che la Fortuna non può rendere prigioniera e che va, continua ad andare, essendo solo se stessa.

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