Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


giovedì 06 agosto 2020

  • MP News
  • Musica

Recensione : The Horrors - Primary Colours

"The Misery a Compact as Hopeless as divine..."

15.06.2009 - Alessandra Paolicelli



RECENSIONE - La via del basso di Franco Di Donato

Bassista tra i più virtuosi e apprezzati nel panorama italiano ed europeo, pubblica ora un doppio singolo e un...
Leggi l'articolo

SPETTACOLI - La Roma S...Canzonata di Sandro Scapicchio

Venerdì 15 maggio 2015 allo storico Teatro cabaret "Il Puff" di Trastevere lo spettacolo-recital del cantautore...
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Enrico Dindo e i Solisti di Pavia

Giovedì 23 aprile, alle 21, presso il Collegio Borromeo di Pavia, una serata all'insegna di Schubert
Leggi l'articolo

Titolo: Primary Colours
Artista: The Horrors
Etichetta: XL Recordings
Anno di uscita: 2009
Genere: Shoegaze/Post Punk (and so on)
Voto: 7,5

 

Ebbene sì, proprio loro, quegli Horrors dell'album "Strange House", con gli occhi riempiti di nero ed un sacco di lacca fra i capelli. Ma non c'è da storcere il naso stavolta perchè sembra che i cinque inglesotti abbiano abbandonato quel garage con coca cola e birra appiccicate al pavimento, che si siano alzati da quel divano di pelle tappezzato di scritte grottesche ed abbiano guardato per un ultima volta verso la veranda di casa con la bouganvillea rinsecchita della mamma troppo ubriaca. Per cogliere lo sguardo dei compagni di viaggio nello specchietto retrovisore, e dirigersi verso le colline in fiamme, prendendo il volo con delle ali fatte di colla e piume, perdendosi in un'infinita notte dalla miriade di luci urbane.
La strada è subito fiammeggiante, sin dai primi battiti dell'iniziale "Mirror's Image", con le quattro ruote motrici spinte dall'incontrollabile dinamismo della batteria che ci catapultano nell'incubo più splendido degli ultimi mesi. Un sogno che pare di conoscere da sempre, talmente avvolgente ed intimo, saturo di sensazioni familiari. Merito della voce rinnovata e cangiante di Faris, capace di portarci non solo al cospetto dei grandi che in qualche modo hanno plasmato le basi musicali di tanti di noi, ma anche in un covo segreto popolato di fantasmi e colori iridescenti.
"Primary Colours", il loro secondo album, è quell'ennesimo gioiellino inaspettato e scintillante giunto come un fulmine a ciel sereno, quando tutto pareva fin troppo placido e spento, un altro da amare e con cui sognare anche quest'anno.
E se il ritratto della giovinezza nel 2008 era affidato agli M83, oggi gli Horrors strappano i pennarelli scuri dalle mani dei Pains of Being Pure at Heart per donarci quarantacinque minuti di citazionismo genuino e sano. I fantasmi che ci mostrano nei loro dieci bellissimi riquadri son molteplici: si passa ancora una volta dai My Bloody Valentine ai Jesus&Mary Chain, passando per i Joy Division (spaventosa "Scarlet Fields"!). Ma non solo, sia chiaro. E soprattutto: come nell'album d'esordio, ci mettono tutto l'impegno possibile per riuscire a dire quel che hanno realmente da dire attraverso suoni e parole che non siano troppo abusate.
Solo che stavolta gli è riuscito molto meglio, per la nostra immane felicità. Con una "Who can say" a dipingere uno di quei momenti passati che adesso si ricordano con un sorriso vivido e divertito ("...And then I kissed her, with a kiss that could only mean goodbye"). Gli Horrors stessi si tramutano in quei Don Juan sparsi per il mondo facendoci cogliere l'insaziabilità dell'età andata, e lasciandoci intravedere quella ragazza con la gonna di tulle rosa sporca di erba e terra che piange e piange silenziosamente, come fosse una vergine suicida tornata nell'infernale cameretta di marzapane.
E dopo la caldissima "Do You remember" non c'è tempo per rimuginare su vecchie foto ingiallite, ora posiamo gli abiti di scena e la maschera piena di facili lacrime per approdare nelle viscere di questa notte scura come la pece. E' in "New Ice Age" che i cinque si tramutano in spettri, mostrandoci la furia del primo album e facendoci prendere da uno spavento senza fine. Da ascoltare e stop, semplicemente non si può spiegare.
Sensazioni macabre e sporche di ghiaccio annerito che si spaccano in mille pezzi solo dinanzi alla traccia "I can't control myself", vera e propria sorella gemella della "Come together" contenuta nell'ep "Abbey Road" degli spaziali Spiritualized. Davvero una meraviglia per l'udito, catartica e stupefacente.
Ma la vera e propria perla di questo "Primary Colours" prende vita da tutti e tre i colori: spaventoso rosso, blu purificatorio e giallo infantile a pitturare il mezzo perfetto per farsi un trip mano nella mano coi Neu e gli Spaceman3. Ovviamente si parla dell'ultima traccia, della chiosa perfetta, di "Sea within a Sea". Scelta stramba ed audace per il primo singolo, con un video (girato da Douglas Hart, guardacaso) che in qualche modo ci fa rivivere e rivedere quegli stessi bagliori che abbiamo visto un milione di volte chiudendo gli occhi mentre ascoltavamo (fra gli altri) i Mostri sopra citati. Sino ad infrangersi contro dell'acqua che acqua non è, ma solo rumore pieno di stelle cristalline e violacee. Quel caro vecchio suono che gli Horrors hanno saputo cogliere e riportare sino a noi, a decenni di distanza. E che si parli pure di mancanza di originalità, sappiamo che stavolta non è così. Merito, probabilmente, anche di quel caro Geoff Barrow che conosciamo tanto bene e che qui appare in veste di produttore.
Da goderselo, in attesa di poter vedere il documentario girato nel tour del 2007: "Counting in Fives" di Marvin Scott Jarrett, presentato a gennaio scorso durante il mitico Sundance Festival.

 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.