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Recensione : Mercury Drops

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Titolo: Love Is The End
Artista: Mercury Drops
Etichetta: Smoking Kills Records
Anno di uscita: 2009
Genere: Indie rock
Voto: 7

 

Definire un suono senza usare termini appartenenti alla fisica è abbastanza difficile, cos'è che ha diritto ad essere suono? Bene o male la risposta potrebbe essere tutto o niente. Si possono passare ore a parlare di armonie, di melodie ritmiche e il resto della banda, ma esistono anche persone che fregandosene (sic) di teorie e definizioni suonano, punto. A questo punto si potrebbe passare a dire cos'è che suonano, e in base a cosa si possa chiamare musica. Dare delle definizioni di genere a volte è difficile e controproducente, quando ci si trova tra le mani un disco che rappresenta un cammino di luci intermittenti e sopraelevate.

I Mercury Drops dal canto loro suonano la loro musica e si propongono a qualsiasi pubblico, questa è l'impressione che se ne ricava all'ascolto, soprattutto in brani come "A girl", che entra nell'orecchio e non ne esce più, o anche come "Yule" e il suo ipnotico giro di basso. Oltre a queste (le migliori) l'album si fa notare anche per altre tracce. Menzione speciale meritano "My mother told me" dalle atmosfere psichedeliche, "Eisbar" e i suoi lisergici effetti elettronici (immaginate i suoni del più classico androide mischiati a un giro di accordi travolgente), ma soprattutto "Love is the end" che rappresenta il topoi della ballata struggente. L' artwork dell'album si presenta estremamente minimale ma indiscutibilmente fuori dai canoni anche e soprattutto per le scritte in Braille. L'album in sè per sè cattura l'ascoltatore a fasi alterne, pezzi trascinanti ad altri non di facile ascolto, ma rappresenta indubbiamente un buon disco in un ambiente indie italiano decisamente sottopopolato.

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