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giovedì 09 aprile 2020

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Michael Jackson è stato uno dei dieci cantanti-musicisti più importanti del XX secolo ed è stato il viso del pop nero per eccellenza. Non vogliamo parlare dell’uomo Jackson il cui mito, alimentato da congetture, sospetti, attacchi diretti e accuse di pedofilia mai seguite da sentenza ma che nessuno gli ha mai perdonato fino ad oggi, risulta in un’analisi musicale del tutto inutile. Queste cose le lasciamo fare ai giornalisti delle testate nazionali, musicofili e al contempo innovativi studiosi di Freud e Jung, visto che applicano i concetti psicoanalitici anche a soggetti non da loro direttamente conosciuti. In poche parole non vogliamo abbassarci in giudizi che non ci competono e che nessuno dovrebbe formulare.

Non siamo mai stati, noi della redazione, accaniti fan di MJ, ma personalmente mi reputo un suo estimatore. Inutile citare una serie di canzoni immortali, di passi di danza celeberrimi e di tutte le mode stilistiche che ha lanciato: l’importanza del look, soprattutto di scarpe e guanti, e del suo modo di identificarsi totalmente al ritmo di ogni singola nota durante i suoi concerti. La semplicità è la cosa che ci ha sempre sorpreso nel suo modo di rivoluzionare la musica popolare, il fatto di mixare pop, dance e funk creando un genere unico, inconfondibile, senza fronzoli inutili, ottimista, smuovente, propositivo e senza tempo. Nessuno e dico nessuno può affermare di non essere stimolato al dinamismo durante l’ascolto dei suoi classici, nessuno può catalogare la sua come cattiva musica senza cadere in discorsi banali e non oggettivi. I gusti sono gusti e come tali vanno rispettati, così come l’arte è arte e non può essere confusa con altro.

MJ è stato la pop star per eccellenza, trasformista e stacanovista come solo Madonna è stata, è colui che ha sdoganato definitivamente i neri nel mondo discografico non di nicchia, è colui che aveva (e avrà) milioni di fan adoranti in tutto il mondo e quel modo semplice di concepire musica come divertimento. Nonostante tutti oggi ricordino MJ con “coccodrilli” bonari, in realtà questi sono solo secondi alle sentenze sommarie di qualche anno fa. Noi andiamo un po’ controcorrente: Mr.Jackson è stato uno dei più grandi e, se non siete stati plagiati da anni di campagne giornalistiche lapidarie, vi troverete dinanzi semplicemente ad un uomo che probabilmente ha vissuto una vita triste, rimanendo sempre disconnesso dalla realtà mondana fattuale ma avendo in se il dono di far innamorare la gente della sua arte pura. Un uomo con questo dono non può creare che ricordi preziosi e così lo vogliamo ricordare: come un diamante, un artista, un Re, quello del pop.

 

 

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