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lunedì 06 aprile 2020

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Live Report: NIN + Mars Volta + Korn @ Idroscalo

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Nine Inch Nails, Korn, Mars Volta? Mamma mia. E la recensione potrebbe benissimo finire qui.
Sì perchè chi c'era sa a cosa mi riferisco e chi non c'era (per qualche motivo che non riesco a concepire) si starà mangiando le mani fino ai gomiti.
Mi piacciono i festival. Mi ricordano un po' la formula dei ristoranti “All you can eat”. E a me ste cose in cui ti puoi abbuffare quanto vuoi, fino a esplodere, fino a che non ti devi sbottonare per respirare mi piacciono un sacco.
Così sprezzante di tutto mi presento all'idroscalo proprio nel primo pomeriggio conscio del solleone e del fatto che non ne sarei uscito prima di almeno 8 ore. Dei tre gruppi guest (Loaded, Killswitch Engage, Five Finger for Death Punch) che si trovavano sul flyer del concerto solo i Loaded di Duff Mckagan si sono presentati così da obbligare gli organizzatori a chiamare i Belladonna, gruppetto italiano in tour nel bel paese proprio con l'ex dei Guns 'n' Roses. Niente di che. Poco male perchè tutti aspettano con ansia i big, i primi a salire sul palco proprio mentre il tempo butta al molto brutto sono i Mars Volta.
La band di El Paso che di solito è abituata ad avvolgere il pubblico con set ricchi di suoni fludi e sinuosi molto Floydiani (passatemelo) tra un pezzo e l'altro, qui, visto anche il poco tempo concesso loro partono subito con un live intenso e arrabbiato che lascia tutti a bocca aperta. Cedric, Omar e soci, in un'inedita versione a sei elementi partono forte fin dalla prima canzone (Goliath). È tutta un'esplosione di salti, roba lanciata di qua e di la sul palco, urletti e danze a metà tra la taranta e qualcosa di esoterico. Intanto piove grosso così. Dopo appena 50 minuti di show salutano, si prendono i meritatissimi applausi e se ne vanno. Il cambio palco per i Korn è lungo, lunghissimo.
I Korn, che dire dei Korn... beh partiamo dal presupposto che non stravedo per loro. Dopo una falsa partenza in cui rischiano di far saltare tutto l'impianto partono anche loro belli cattivi in una formazione che più rimaneggiata non si può dopo l'uscita di scena di Head. Al volo noto subito una cosa, la forma fisica di Jonathan fa pena. Tra panza ed aerosol mi vien quasi da ridere, quando poi a metà di un pezzo partono con un medley di We Will Rock You dei Queen, si vede gente che scuote la testa e ridacchia pensando “non sono più quelli di una volta...” Già perchè immagino che un concerto come questo non possa neanche minimamente essere paragonato ai live incazzati e intensi che li hanno resi celebri alla fine degli anni '90. Alla fine applausi per loro, ma neanche tanto convinti, perchè il cartellone li ha voluti tra Mars Volta e NiN che hanno dimostrato una tenuta di palco decisamente superiore.
Non appena quelli del service iniziano a montare il palco per Trent e soci, la gente inizia a sfregarsi le mani e a dire al vicino “vedrai, vedrai che roba!”. La sensazione diffusa è proprio quella che lo show che di lì a poco sarebbe iniziato sarebbe stato tra l'indimenticabile e il clamoroso perchè solitamente la parte visiva è tenuta sempre in gran considerazione nei loro live, perchè intanto continua a piovere e l'atmosfera sembra da film horror sull'apocalisse con Trent degno protagonista come signore del male, perchè si vocifera sia l'ultimo tour dei NiN per un po'. Il palco è imponente, bellissimo, con la batteria spostata per permettere a Trent di muoversi liberamente, postazioni elettroniche davanti e un esercito di luci e fari pronti a far fuoco. Tutto è pronto, comincia lo show! Pronti via: 1.000.000, Last, Terrible lie, Discipline, March of the Pigs per iniziare. I volumi sono esagerati, loro sono perfetti e cattivissimi, le luci completano l'opera. Ad una seconda parte più tranquilla (non so quanto possa andare bene questo termine per i NiN) in cui la gente si ferma a guardarli suonare pezzi come The Fragile, La Mer e Non-Entity segue una ultima parte ancora più incazzata della prima in cui la gente salta, balla e fa a spallate col vicino, si inizia con Wish, si prosegue con Survivialism, Mr. Selfdestruct, Suck, The Hand that Feeds e si conclude con Head like a Hole.
I 4 escono per tirare il fiato dopo 21 canzoni, glielo permettiamo, ma tutti sanno che non è ancora finita perchè manca la Canzone con la C maiuscola.
Infatti tempo 2 minuti escono per concludere il concerto, all'appello mancano ancora Echoplex, The Good Soldier prima di concludere tutti abbracciati in silenzio, al buio e con la pelle d'oca su Hurt.
Il concerto è finito, dopo due ore la musica è finita, ma dentro stiamo ancora riascoltando la canzone che più ci è piaciuta del set. In genere ogni concerto è bello, ma in particolare questo è stato più bello. Avevo letto da qualche parte, tempo fa, che il biglietto per un concerto dei Nine Inch Nails è la cosa migliore che i tuoi soldi possono comprare. Vero.

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