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sabato 26 settembre 2020

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Decadence al JailBreak

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Serata dedicata all’heavy metal quella di venerdì 25 Giugno al JailBreak, sulla via Tiburtina a Roma. Il concerto, protrattosi fino quasi alle 2 di notte, è uno di quelli organizzati dalla Metal Massacre de “Il Baffo”, personaggio storico del metallo romano. I primi ad esibirsi sul palco del Jailbreak, davanti ad uno sparuto gruppo di metallari seduti ai loro tavoli, sono stati gli Hammer,heavy metallers stile ’80, che hanno divertito la platea con i loro pezzi ottantiani (tratti dai demo, visto che un album non l’hanno ancora fatto uscire) e in particolare con le cover di due celeberrime songs dell’heavy metal di quegli anni: Breaking The Law (Judas Priest) e Ace Of Spades (Motorhead), datate entrambe 1980.

Agli Hammer sono succeduti gli Shoreborn, band emergente del Lazio, composta da musicisti molto bravi tecnicamente, che hanno suonato un death melodico (evidenti, e confermatemi, le influenze della scuola svedese, dai Dark Tranquillità agli In Flames) di un certo livello. C’è da fargli i complimenti, visto che, nello stesso genere (più o meno), non hanno assolutamente sfigurato (anzi) se messi a confronto con gli headliner della serata, i Decadence, fatti venire proprio dalla Svezia, patria di questa scuola metallica. Gli svedesi, giovanissimi, capitanati dalla bella e bionda frontwoman Kitty (appena ventenne) hanno presentato al pubblico (che si è moltiplicato rispetto all’inizio e si è radunato ai piedi del palco) il loro terzo e ultimo album “Third Stage Of Decay”, nel quale mi è sembrato di sentire più la pesantezza del death americano che la raffinatezza di quello scandinavo, ma potrebbe essere un’impressione mia, forse andrebbero ascoltati meglio.

Prima dell’esibizione degli headliners, sono saliti sul palco gli Iconoclast, abbastanza popolari nella scena romana, che hanno suonato un violento thrash-death e sono stati quelli che più di tutti hanno giocato a fare gli intrattenitori con il pubblico del JailBreak

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