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martedì 31 marzo 2020

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Battles - Mirrored

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Titolo: Mirrored
Artista: Battles
Etichetta: Capitol
Anno d'uscita: 2007
Genere: Indie Elettronico
Voto: 7/10

L’esperienza dei Battles è l’esempio di come la musica sia un’arte multiforme.
Gruppo di stampo Indie, con macroscopiche influenze elettroniche e avanguardistiche (dai Depeche Mode ai Suicide, passando per Tangerne Dream e, perché no, il post rock di concezione Tortoise), genera atmosfere post moderne coniugando alla perfezione le pulsioni in stile drum and base, riff martellanti e giri di chitarra molto particolari. La voce, quasi del tutto assente, diventa strumento aggiunto per creare temi di stampo cinematografico.


Il loro groove è a dir poco sconvolgente: scale eseguite con impressionante velocità, il tradizionale triangolo chitarra basso batteria si disarticola in mille angoli acuti. Gli strumenti sono irriconoscibili, le pulsioni rasentano la rozzezza della musica house ma eseguite con un certo stile.
Baluardi e strenui difensori della ricerca stilistica “Mirrored” è un grande calderone bollente: la ripetitività compulsava, i continui loop, l’uso di campionatori e synth, i bassi martellanti, la confusione ordinata dettata da disparati strumenti creano un ritmo trascinante.


Come un fulmine, infine, improvvise pulsioni rock ci fanno pogare, la batteria ci ferisce l’addome.
Non ho mai amato la discoteca né la musica che si “suona” in quei refugium peccatorum ma “Mirrored”, nonostante possa essere comprensibilmente sgradito ai veri puristi della musica contemporanea, è una sperimentazione che non deve essere lasciata a se stessa. Non è il cd della vita, ma nemmeno suscita indifferenza: preferisco di gran lunga l’indie di nuova generazione al solito discorso ritrito di giovinastri sbarbati (leggi Arctic Monkeys o chi per loro) che tentano di raccontare una generazione di cui, evidentemente, non faccio parte, nonostante il sottoscritto abbia solo vent’anni.
Sarò prematuramente invecchiato, sarò un pazzo, sarò un tamarro, sarò un modernista ma a me “Mirrored” è piaciuto: qui si suona, non è che ci si dimena e basta. Qui la musica è eseguita con classe e cura, dote che, con i chiari di luna odierni, non è del tutto scontata. Cibernetico.

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