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martedì 26 maggio 2020

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Recensione : Silversun Pickups - Swoon

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Titolo: Swoon
Artista: Silversun Pickups
Etichetta: Dangerbirds
Anno di uscita: 2009
Genere: Indie Rock
Voto: 7

 

Curiosa la scarsa fama dei Silversun Pickups nell’ambiente alternativo più esigente, almeno in relazione ai numeri che riescono a muovere. Questo album ha ottenuto un imponente debutto al numero 7 della classifica americana, mentre le webzines riguardanti un certo target lo hanno quasi tutte snobbato, ignorandolo bellamente o stroncandolo con aria di sufficienza (emblematico il 5.3 di Pitchfork). Nei siti popolati principalmente da indie-kids rimangono non per niente molto meno visibili di new-sensations come Animal Collective o TV on the Radio, che hanno però ottenuto risultati in classifica inferiori. I Silversun Pickups sono insomma particolarmente famosi, eppure proprio nell'ambiente alternativo che dovrebbe dare loro sostegno sembrano essere invisibili. Evidentemente si muovono maggiormente sulla fascia mainstrindie che già analizzammo per “To Lose My Life” degli White Lies, e utilizzeranno altri catalizzatori, quali possono essere myspace, il passaggio nei locali più cool o il semplice passaparola.
Il singolo "Panic Switch" vi lascerà a ogni modo di sasso: melodia alata e sognante, volo di tastiera alla New Order di "Crystal" a sospingere il ritornello, Smashing Pumpkins tutt'intorno, una malinconia pop fatta apposta per un déjà-vu verso il finire degli anni Novanta.
Il resto del disco non è così brillante ma si piazza ugualmente un gradino sopra “Carnavas” (2006), album sin troppo debitore degli Smashing Pumpkins di “Siamese Dream”. La band trova così una propria dimensione, per quanto l'ombra di Corgan sia ancora presente, e per quanto fatichi a azzeccare una melodia come quella di “Panic Switch”. Le atmosfere risultano più convincenti nei brani che diversificano un poco il canovaccio alla base, come le ombrose ballate “Growing Old Is Getting Old”, “Draining” e “Catch And Release”, mentre in pezzi come “It’s Nice To Know You Work Alone” e “There’s No Secrets This Year” affiora una certa maniera post-grunge. Nel complesso un disco discreto, con "Panic Switch" a fare da (clamoroso) epicentro.

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