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Titolo: Popieluszko
Regia: Rafal Wieczynski
Cast: Adam Woronowicz, Zbiegniew Zamachowski, Marek Frackowiak, Radoslaw Pazura
IMDB: 6.8/10
Voto: 70/100
Padre Jerzy Popieluszko è ritenuto dai compatrioti polacchi e da numerosi cattolici un simbolo umano più che religioso. La sua azione all'interno del contesto storico e politico in cui visse deve essere compresa nel desiderio di libertà, nella personale, empatica solidarietà verso il suo gregge in difficoltà: dopo la lunga stagione di scioperi con i quali si aprirono gli anni '80 a Varsavia, Popieluszko divenne il punto di riferimento spirituale dei lavoratori. Ottenne notorietà come uno dei sacerdoti vicino a Solidarnosc, sindacato di matrice cattolica e anticomunista, e come organizzatore di "Messe per la Patria" alle quali accorrevano migliaia di fedeli da tutto il paese. Ritenuto un personaggio scomodo perché di grande impatto, presto si attirò le antipatie dei vertici politici del regime e fu oggetto di intimidazioni che mai lo distolsero dalla sua missione. Venne sequestrato il 19 ottobre 1984, in piena legge marziale, da tre funzionari del Ministero degli Interni mentre tornava da un viaggio a Bydgoszcz: il suo ritrovamento nelle acque di un lago pochi giorni dopo unì nella commozione un paese che aveva trovato in lui una guida solida in una decade difficile. Venticinque anni dopo, Popieluszko aspira a divenire simbolo della lotta per la libertà anche fuori dal panorama strettamente filocattolico.
Il regista Rafal Wieczynski, al suo secondo film, si sobbarca la croce di tale impegnativo ritratto cinematografico. Oltre settemila tra attori e comparse in sette mesi di riprese per raccontare un periodo importante e poco battuto della storia contemporanea, con la volontà di rivolgersi al grande pubblico pur senza sacrificare nulla della ricchezza della storia. Obiettivo centrato: l'utilizzo di filmati amatoriali e clip televisive d'epoca in fase di montaggio garantiscono al film un effetto-verità che lo avvicina al documentario. Ben 149 minuti ricchi di dettagli ma allo stesso tempo essenziali, che funzionano perfettamente anche in per merito della cura con cui è stata completata la sceneggiatura, che si avvale di consulenze di storici e familiari del religioso. Poco o niente è stato relegato alla fantasia, ma nel film il regista non nega il proprio coinvolgimento emotivo : Wieczynski ha dichiarato di non aver mai conosciuto personalmente Padre Popieluszko, ma, come molti giovani di Varsavia che rimasero affascinati dal suo eroismo e dalla sua semplicità, partecipò al suo funerale e continuò a considerarlo esempio di vita anche dopo l'adolescenza.
L'attore Adam Woronowicz veste l'abito del protagonista con straordinaria presenza e partecipazione, aiutato anche dalla sua somiglianza con il vero Padre Jerzy. Nato e cresciuto nei suoi stessi luoghi, ha dimostrato di saper cogliere numerose sfumature caratteriali del religioso, e la sua interpretazione è dunque di prima qualità.
Popieluszko, del quale la Rai ha già acquisito i diritti di ritrasmissione, dimostra come un cammino spirituale possa diventare anche una scintilla di liberazione politica e civile. La cruda verità ricostruita sul grande schermo diventa una lezione di storia commovente anche senza dare giudizi morali e senza fare revisione storica.

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