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lunedì 21 settembre 2020

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Recensione: Chiara Raggi - Molo 22

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Titolo: Molo 22
Artista: Chiara Raggi
Etichetta: Lazarimus
Anno di uscita: 2009
Genere: Italiana
Voto: 5

 

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      Un disco che fa della malinconia la sua arma principale, vuoi per la musica, vuoi per la voce calda e avvolgente ma al contempo distante. Non è una di quelle malinconie pesanti, una di quelle che ti lascia un sorriso amaro in bocca, un senso di tramonto  che pervade tutto l'album. Il primo impatto di questo lavoro è questo, non basta un solo ascolto, ne servono molti, perlomeno per rendere giustizia al lavoro fatto a livello di arrangiamenti e alla tecnica con cui è suonato e cantato. Strumenti tradizionali (pianoforte, clarinetto) e strutture quasi jazz si fondono con strumenti e sonorità tipicamente brasiliani, senza prevalere l'uno sull'altro. La scelta si rivela azzeccata regalando un afflato al disco che probabilmente sarebbe stato impossibile senza.

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      Il disco si rivela equilibrato, non ci sono sbalzi tra una canzone e l'altra, forse l'unica grossa pecca di un lavoro altrimenti fatto benissimo, l'album non viene ascoltato, si lascia ascoltare, resta un sottofondo e nulla più, ed è un vero peccato, perché serve un ascolto più marcato per godere delle sfumature che ci regala,ma tant'è che le canzoni restano l'una con l'altra sullo stesso piano, i toni non sono altalenanti, restano uguali. Alcune tracce si elevano sopra le altre, una su tutte "Alcune mattine", una ballata struggente a tratti parlata, "Stomaco e musica", la più autobiografica, la title track "molo 22", uno sguardo su un panorama marino e sulle persone che esso stesso vede.

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      Nonostante la bellissima voce e degli ottimi arrangiamenti però, questo album proprio non riesce a decollare, ed è un vero peccato.

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