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venerdì 10 aprile 2020

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Recensione : Jet - Shaka Rock

30.11.2009 - Daniele Bagnol



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Titolo: Shaka Rock
Artista: Jet
Etichetta: EMI
Anno di uscita: 2009
Genere: Rock
Voto:

6

 

A circa tre anni di distanza dal loro secondo album – "Shine On" – poco osannato dalla critica, riecco comparire sulle scene i Jet arrivati ad un punto focale della loro carriera; già perché dopo un buon inizio esplosivo con "Get Born" (2003) che li ha portati alla ribalta dell’ hard rock mondiale con un successo fulminante, questi australiani di Melbourne non hanno superato lo scoglio impervio del secondo album (2006) poco frizzante e alquanto banale.
Ecco quindi che il terzo lavoro, "Shaka Rock" registrato ai Sunset Sound Studios di Hollywood, risulta essere una specie di crocevia fondamentale per il futuro musicale del gruppo: andare dritti (rischiando di essere banali) o svoltare? La risposta è nel titolo stesso, cioè una via di mezzo in quanto si riprende parzialmente la velocità del primo album con qualche riff azzeccato e lo si capisce subito dalla traccia  di apertura “K.I.A. (Killed In Action)” potente al punto giusto; il rock ‘n roll sembra essere la vera attitudine dei Jet, non all’altezza di scrivere buone ballate, vizio in cui ricadono anche qui nonostante un pizzico di esperienza compositiva in più, con brani smielati come “Let Me Out” e “Seventeen”. È invece con pezzi profondamente rock fino al midollo che il gruppo esprime il meglio di sé: “She’s a Genius”, primo singolo estratto, è forse la perla più brillante del disco, tanto quanto lo è stato “Are you gonna be my girl?” per "Get Born". La voce di Nic Cester è però sempre tirata al limite e rappresenta anche uno dei limiti della band che non può spingersi troppo oltre. Altri pezzi discreti hanno un’anima beatlesiana dichiarata, come “She Holds the Grudge” e “La Di Da” – qui è abbastanza palese fin dal titolo. Nel complesso comunque si tratta di un album piacevole che però rimane in quella terra di confine dei ricordi nostalgici del passato ed aggiunge poco altro a quanto già detto ed ascoltato.
Senza dubbio la più grossa pecca della band è quella di essere rimasta ancora troppo legata, come una nave nel porto, a quelle rimpiante influenze anni sessanta/settanta di Beatles, Rolling Stones e poi AC/DC, con pantaloni a zampa e camicie vintage; la tempesta è passata, avanti per la vostra rotta, e benvenuti negli anni zero.

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