Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


giovedì 09 aprile 2020

  • MP News
  • Musica

Recensione : Vladislav Delay – Tummaa

13.12.2009 - Daniele Bagnol



RECENSIONE - La via del basso di Franco Di Donato

Bassista tra i più virtuosi e apprezzati nel panorama italiano ed europeo, pubblica ora un doppio singolo e un...
Leggi l'articolo

SPETTACOLI - La Roma S...Canzonata di Sandro Scapicchio

Venerdì 15 maggio 2015 allo storico Teatro cabaret "Il Puff" di Trastevere lo spettacolo-recital del cantautore...
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Enrico Dindo e i Solisti di Pavia

Giovedì 23 aprile, alle 21, presso il Collegio Borromeo di Pavia, una serata all'insegna di Schubert
Leggi l'articolo

Titolo: Tummaa
Artista: Vladislav Delay
Etichetta: Leaf
Anno di uscita: 2009
Genere: Elettronica, Sperimentale
Voto: 7,5

 

Può un album di elettronica avere la velocità di un concerto di musica da camera e allo stesso tempo non perdere la sua forza energica? In questo caso assolutamente sì; “Tummaa” rappresenta l’ ultimo lavoro (difficile tenere i conti) del finlandese Sasu Ripatti, in arte Vladislav Delay, ma in precedenza anche Uusitalo, Conoco, Sistol e Luomo oltre a collaborazioni varie: la sua scarsa notorietà ai più è dovuta proprio a questa capacità trasformistica di sfuggire alla categorizzazione dei comuni mortali, eliminare ogni sovrastruttura di pensiero e ripartire ogni volta dall’inizio, una specie di visione looppata della personale carriera artistica. In pratica la rivisitazione del concetto di eroe musicale moderno, in opposizione alla comune voglia di acquistare fama e successo ormai ad ogni costo.

Il disco vede la già ben assortita collaborazione con il compositore scozzese Craig Armstrong e con il clarinetto dell’ argentino Lucio Capece;  come già detto inizialmente parliamo quindi di un’elettronica che suona diversa dal solito, un disco di improvvisazione e allo stesso tempo sperimentazione a tratti industriale, in cui un singolo pianoforte assume il ruolo dominante circondato da qualsiasi strumento/oggetto possa generare suono. L’armonia che ne risulta alla fine lo rende più simile ad un’esperienza di viaggio immaginario, una specie di fase REM del sonno in cui si riescono a materializzare percezioni: impossibile non visualizzare nella propria mente le enormi distese incontaminate di boschi e laghi ghiacciati della Finlandia nella solitudine del silenzio. Il ritmo molto lento alternato a momenti di accelerazione provoca una girandola di sbalzi d’umore continui tra la sorpresa e l’attesa straziante; si passa facilmente dall’inquietudine di “Kuula (Kiitos)” alla mestizia di brani come “Musta Planeetta” per tornare al tripudio elettronico di “Mustelmia”.  Il bello è che tutti questi cambiamenti avvengono inoltre anche all’interno di un singolo brano.

Al termine di questi 66 minuti e spiccioli di sperimentazione suddivisa in sette tracce, vi sentirete frastornati e confusi come dopo una notte insonne ad ascoltare la frequenza delle gocce d’acqua che cadono dal rubinetto.

Storicamente la Finlandia non è mai stata la patria dell’elettronica per eccellenza (anche se ne è stata prodotta, non è mai arrivata a livello mainstream) ma con questo disco Vladislav Delay, o Luomo, o Uusitalo (chiamatelo come vi pare) può essere incoronato senza dubbio, nella terra magica dell’aurora boreale, il re dell’oscurità (Tummaa in finlandese).

 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.