Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


sabato 22 febbraio 2020

  • MP News
  • Musica

Recensione : Pj Harvey & John Parish - A Woman a Man Walked By

17.01.2010 - Anna Corrado



Recensione: Pj Harvey - Let England Shake

Mick Harvey, John Paris e Jean-Marc Butty sono sempre loro, quella che è cambiata è lei Polly Jean...
Leggi l'articolo

Recensione: John Grant - Queen of Denmark

John Grant ci racconta in musica e parole la sua svolta verso un cantautorato espressivo in cui è ritornata la...
Leggi l'articolo

RECENSIONE - La via del basso di Franco Di Donato

Bassista tra i più virtuosi e apprezzati nel panorama italiano ed europeo, pubblica ora un doppio singolo e un...
Leggi l'articolo

Titolo: A Woman a Man Walked By
Artista: Pj Harvey & John Parish
Etichetta: Island
Anno di uscita: 2009
Genere: Alt Rock/Songwriter
Voto: 7

 

Lei: Polly Jean Harvey, conosciuta anche come PJ Harvey, nata in una piccola fattoria nel Dorset, profonda campagna inglese poco propensa alle stravaganze, cresciuta tra le note del blues e del jazz ascoltate dai genitori, ha sempre avuto la musica nel sangue.
“La nuova Patty Smith”, come hanno osato gentilmente definirla, apre la sua esuberante e trasgressiva carriera nel 1992 con l’uscita dell’album “Dry”. Dopo una serie di lavori marcati a fuoco dalla sua voce, decisa, forte, viscerale, contornati da chitarre e suoni prettamente rock e blues, la nostra “femme fatale” nel 2007 ci stupisce con un intimo “White Chalk”, lavoro che segna un netto distacco dall’ambito rock: composto prettamente al piano e cantato da una Polly che si impegna usando la sua “vera voce”, non quella influenzata dai tanti ascolti blues, maturando il suo percorso con un malinconico cantautorato.
Lui: produttore, arrangiatore e musicista; ha collaborato con artisti di fama internazionale, da Tracy Chapman a Goldfrapp a Eels; leader degli Automatic Dlamini, gruppo stimato e ammirato dall’allora giovane Pj. Proprio da qui, nei primi anni ’80, nasce l’amicizia tra la trasgressiva Harvey e il produttore di fama mondiale Parish.
Nel 1996 nasce la prima collaborazione tra Parish e PJ con il disco “Dance Hall At Louse Point”, la sintonia artistica tra i due è già evidente.

Un quarto di secolo che corona questa amicizia, segnato dall’uscita dell’album “A Woman A Man Walked By”.
Album, da un lato scuro, mascolino e deciso per quanto riguarda la concezione, sicuramente e prevalentemente segnata sicuramente dalla presenza di John; dall’altro lato, sensuale, dolce, delicato per interpretazione dove risalta la “ormai signora” Harvey, dando luogo ad un connubio tra spirito maschile e femminile che viene riassunto alla perfezione nel titolo dell’album “A Woman A Man Walked By”.

Il disco si apre nel migliore dei modi, con una canzone rock in perfetto stile Pj, “Black Hearted Love”, anni luce lontana dal minimalismo delle ballate di “White Chalk”.  L’esplosione strumentale viene smorzata dalla sensuale e passionale voce di Pj creando un brano in perfetto stile rock-harveyano anni ’90.

Banjo, chitarra acustica e melodie di un folk sperimentale, malato, fanno da protagonisti in “Sixteen, Fifteen, Fourteen”, conditi da qualche accenno di piano o soffice effettistica elettronica. La voce di Pj sembra  tornata agli anni della sua adolescenza: spasmodica, viscerale, decisa.

Il terzetto “Leaving California”, “Passionless, Pointless” e “The Soldier” sembrano essere usciti direttamente dal precedente album “White Chalk”, rimandando l’ascoltatore alle atmosfere create da una matura Harvey, protagonista con la sua voce più soave; posizionati tra brani più decisi e aggressivi, segnano il continuo oscillare dell’album tra rabbia, solitudine e malinconia.
“The Chair” esprime un’amore doloroso: poche note, pochi versi e una voce ricca di espressività che segna il dolore e la disperazione di una madre che invoca Daniel, il figlio scomparso.
I toni si distendono con “April” ballata semplice, fluida e minimalista, segnata da una voce di Pj quasi soffocata.
Si arriva alla title track, “A Woman A Man Walked By”: Pj ricarica la voce che si fa gutturale, urlata, spasmodica, proprio a disegnare con toni scuri i temi centrali del brano ovvero il distacco e la morte.
“Pig Will Not” riprende le atmosfere create dalla title track, disperazione e strazio sono totali, la voce della Harvey si trasforma in un pianto straziante e liberatorio, un lento scivolare verso l’isteria che porta alla chiusura del brano data da una performance strumentale che mette in luce le ormai note doti di Parish.
L’album si chiude con la dolcezza sfrenata di “Cracks In The Canvas” dove il cantato/parlato di Polly che richiama una malinconica ninnananna, si adagia sulle tremolanti e distorte corde della chitarra elettrica, creando per quasi due minuti un paesaggio di pace e lasciando l’ascoltatore in un tanto confuso quanto etereo mondo creato dalle ultime sognanti note di questo brano.

“A Woman A Man Walked By” è un album discontinuo, irregolare e multiforme: si oscilla initerrottamente da brani che richiamano la Harvey trasgressiva, in perfetto stile rock dei migliori anni di “Stories Of The City, Stories Of The Sea”, a ballate che ricordano la Pj introversa, malinconica di “White Chalk”, il tutto accompagnato da un Parish, creatore di un rock alternativo.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.