Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


lunedì 06 aprile 2020

  • MP News
  • Musica

Live Report: White Hills, Pontiak @ Bronson

21.03.2010 - Damiano Rizzo



Live Report: Ulver @ Teatro Rasi

Il live set degli Ulver sembra quasi concepito come una colonna sonora in funzione delle splendide visual proiettate...
Leggi l'articolo

LIVE REPORT - "One Direction" a Milano

Fans in delirio per i concerti italiani degli "One Direction"
Leggi l'articolo

Recensione: Cranberries @ Roma In Rock

  C’è tutta la cifra originale di un gruppo che ha saputo fermarsi nel momento in cui stava sentendo...
Leggi l'articolo

Due differenti approcci ad una singola materia: rock psichedelico.
In maniera più misurata, elegante e variopinta per i tre fratelli della Virginia. Diversamente dilatata e lisergica per i White Hills.
Data congiunta per le due band americane, al Bronson di Ravenna, segnata con largo anticipo sul taccuino.
Sul palco, per primi,  salgono Dave W (cantante / chitarrista di origine sicule) & Co, forti di un nuovo album omonimo uscito per Thrill Jockey e le recenti collaborazioni con The Heads e Der Blutharsch. Dietro le pelli un nuovo promettente batterista poco più che ventenne, sostituto del defezionario Bob Bellomo e al basso la solita formosa ed appariscente Ego Sensation.
Partendo da un incipit di basso distorto o chitarra effettata, si costruiscono delle lunghe jam in acido, dove crescendo vorticosi, atmosfere spaziali e ciclicità psichedelica s'infondono nello space rock più stordente possibile.
Le tracce estratte sia da "Glitter Glamour Atrocity" che da "Heads On Fire", passando per l'ultimo album omonimo e l'ep venduto solamente in tour, "Oddity", sono un tuffo nei '70 con uso smodato degli effetti e delle reiterazioni, capaci di proiettare negli occhi degli astanti una virtuale visione estatica. Arrivare alla fine del set è un'impresa, ma i tre non mancano di sorprendere, soprattutto, come già anticipato, grazie al mostruoso lavoro ritmico del batterista. Un'ora precisa senza interruzione alcuna. Psichedelia viscerale di un'intensità pazzesca.
Veloce cambio di palco ed ecco salire senza particolari pretese "di scena" i Pontiak (di fatto piuttosto goffi, con barbe incolte e  calvizia incipiente, o già manifesta, per tutti e tre). Basso, chitarra, batteria e tanta classe, sia in fase di arrangiamento che in termini di "gusto" musicale. I riferimenti vanno dallo stoner al blues, passando per southern rock, indie psych e folk cantautoriale. L'intesa raggiunta dai tre fratelli è impressionante. La loro musica dal vivo diventa ancor più amorfa e piena zeppa di improvvisazione di quanto ci sia dato ascoltare su disco. "World Wide Prince", "Maker", "Laywayed" o "Shell Skull", si allungano a dismisura e si accorciano, oppure vengono intramezzate da interludi creati su misura dai fratelli Carney, sempre con eleganza e gran gusto. Anche in questo caso stiamo parlando di una band di caratura superiore, che, oltre a creare album su album dall'indubbio fascino, ci dona delle esibizioni davvero coinvolgenti e "sentite". Aver avuto la possibilità  di vedere queste due band assieme, nello stesso giorno, in un locale accogliente e dotato di grande acustica, come il Bronson, a cifre irrisorie (6 euro l'ingresso) non è cosa da poco.
Passi il fatto che il concerto era di lunedì, quindi non proprio alla portata di tutti, ma spiace comunque constatare quanti fossero più gli assenti dei presenti. Un vero peccato.
Ulteriore punto a favore della serata, entrambi i banchetti del merchandising delle band, pieni di LP, cd, cd-r in edizione limitata e maglie. Mecca per collezionisti, oltre che per semplici curiosi, impressionati dalle prove di White Hills e Pontiak.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.