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domenica 20 settembre 2020

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Recensione: G.o.D. - Trip to Deafness

12.04.2010 - Marcello Moi



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Titolo: Trip to Deafness
Artista: G.o.D.
Etichetta: Bagana
Anno di uscita: 2010
Genere: Punk, Hard Rock
Voto: 7

 

“Trip to Deafness” è un disco con pochi fronzoli e molta sostanza. Due anime che in genere fanno a cazzotti, una spiccatamente punk e l'altra in bilico tra hard rock e metal,   questa volta si fondono per dare vita a una macchina progettata per i live; non che  sentire questo cd dallo stereo o in cuffia sia poi così terribile, ma non basta. E' come rinchiudere in uno sgabuzzino un punkettone, un metallaro e un fan dei Motley Crue. Per capire  questo strano ibrido basta ascoltare la prima traccia “Cinnamon” (che, tra l'altro, è pure il singolo che sta trainando il disco): il sound rimanda direttamente all'hard rock degli anni '80, col suo rullante sordo e la chitarra così piena e così satura, ma la voce e la rapidità della ritmica tradiscono una inequivocabile attitudine al punk d'annata. Carica di energia e dotata della giusta orecchiabilità, questa prima canzone è l'introduzione ad un lavoro di dodici tracce quantomai appetitoso. 

In questi casi di prima traccia al fulmicotone, la difficoltà maggiore sta nel mantenere un  elevato livello di adrenalina per tutto il disco. Fortunatamente, i God raccolgono con successo il guanto di sfida e riescono nella difficile impresa di tenere l'ascoltatore in uno stato di costante tachicardia per quasi un'ora. Se per molti il punk  è un sottogenere o  uno stile adatto solo per chi non è in grado di suonare niente di più complesso, con “Trip to Deafness” assistiamo ad una terza via (dopo punk rock e punk hardcore) che ci allontana di anni luce dallo stereotipo di musica da incapaci. 

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