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Recensione: Sorry Ok Yes – Rubberized

12.04.2010 - Sebastiano Angelini



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Titolo: Rubberized
Artista: Sorry Ok Yes 
Etichetta: Halidon/Bloom
Anno di uscita: 2010
Genere: Indie Rock
Voto: 8

 

Nati nel 2007 dalle ceneri di un precedente esperimento musicale del chitarrista aretino Davide Materazzi e rifondati a Milano sotto forma di duo assieme al batterista Simone Ferrari, i Sorry-Ok-Yes si sono affermati, in pochissimo tempo, come una delle più interessanti novità dell'ambito musicale indipendente.

Sia in Italia che all'estero hanno saputo imporre il loro stile e la loro energia riscuotendo un ottimo successo negli innumerevoli festival e concerti ai quali hanno partecipato, due su tutti, lo storico SXSW 2009 in Texas (culmine del loro ottimo e ben accolto tour negli States) e il nostrano Italia Wave 2009. Dopo queste importanti esperienze dal vivo si sono chiusi in studio per registrare il loro album di esordio, prodotto da Mac, chitarrista dei Negrita.

Ma passiamo a vedere e ad ascoltare cosa ha da offrire questo duo nel loro primo full-lenght “Rubberized”. 

La critica musicale è solita associare i nuovi gruppi con formazioni precedenti. I Sorry-Ok-Yes non sfuggono a questa regola e vengono affiancati da parte della critica americana, nientemeno che allo storico gruppo dei Kinks, da molti visti come precursori dell'hard rock con il loro notissimo pezzo “You Really Got Me”. Si può dire che il paragone è azzeccato ma incompleto. Se i SOY possono in qualche passaggio ricordare i britannici Kinks, non vanno confusi con una pallida imitazione degli stessi. 

La musica del duo è diretta, decisa, potente ed essenziale. Una combinazione di diversi stili, dal rock classico alla new wave, dal garage al punk, che si amalgamano alla perfezione nel creare uno stile particolare e caratteristico. La voce, spesso distorta, si adatta perfettamente alla chitarra graffiante e alla batteria pulsante, in una sintesi azzeccata e mai scontata.

Non sembra esserci la pretesa di piacere a tutti indistintamente, ma ciò che traspare e che balza alle orecchie è la voglia di suonare per il puro gusto di farlo. Non scendere a compromessi, fare musica per chi può apprezzarla e non piegarsi alle rigide regole del mercato: questo sembra essere l'imperativo dei Sorry-Ok-Yes. Quello che viene fuori è musica senza fronzoli, coinvolgente e piacevole. 

E Rubberized è senza dubbio una delle più belle sorprese che ci regala il panorama indipendente italiano, che mostra di sapersi far apprezzare non solo in patria ma anche al di fuori dei confini. 

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