Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


giovedì 05 dicembre 2019

  • MP News
  • Musica

Recensione: Dakota Days - Dakota Days

19.04.2010 - Gianluca Cogliati



Recensione : Super Furry Animals - Dark Days / Light Years

I Super Furry Animals sono un gruppo a cui piace far sentire a casa i propri fans: ogni due anni esce puntuale un loro...
Leggi l'articolo

Recensione: Giubbonsky - Storie di Non Lavoro

E’ il suo primo lavoro, il numero Uno della sua speriamo lunga carriera. ed è gia il Numero Uno della mia...
Leggi l'articolo

Recensione: Nek - E Da Qui

Ebbene sì, Nek è arrivato a vent'anni di carriera e li ha voluti festeggiare nel più classico dei...
Leggi l'articolo

Recensione: Jovanotti - Ora

Lorenzo Cherubini, il “Jovanotti” eterno ragazzone oversize che ogni famiglia di buoni propositi vorrebbe...
Leggi l'articolo

Titolo: Dakota Days
Artista: Dakota Days
Etichetta: Ponderosa
Anno di uscita: 2010
Genere: New Wave, Pysch
Voto: 7

 

Ci sono dei momenti in cui la storia si ferma, anche solo per un attimo, dando vita a quella sequenza di domande che iniziano tutte con “ E se......”.  

Uno di questi momenti avvenne l'8 dicembre del 1980, giorno in cui Mark David Chapman esplose cinque colpi di pistola contro John Lennon, uccidendolo. Ma si sa gli ingranaggi della storia riprendono subito a funzionare, così ci ritroviamo nel 2010 ad ascoltare un album che dal nome ci riporta a quel dicembre di 30 anni fa, un album intitolato Dakota Days. Disco plasmato dall'omonimo duo composto da Ronald Lippok  e Alberto Fabris, in una situazione simile a quella vissuta da Lennon al Dakota Building, come confessato dai due musicisti. La collaborazione tra questi due artisti ha dato vita ad un mélange dark-elettronico influenzato tanto dalla psichedelia più grezza e cruda, quanto dalla  dark wave di gruppi come i A Certain Ratio o i Public Image ltd. Il concetto che fa da filo conduttore all'intera opera è quello della ripetizione intesa come flusso, come divenire. Tutto ciò è incarnato in brani ciclici, liberi dalle strutture formali, che spaziano dalla sperimentazione sonora all'intuizione melodica, in un vortice lunatico creato da uno scheletrico minimalismo musicale.

Il brano d'apertura - una versione allucinata di “Slow” di Kylie Minogue-  contiene molti dei tratti distintivi di Dakota Days, la costruzione dei brani attraverso una ripetizione incessante di riff e cellule ritmiche, l'assenza di strutture convenzionali  unita ad un andamento ciclico e delle scelte timbriche scarne ma efficaci. Tutti elementi che contribuiscono a dar vita a composizioni dalle atmosfere rarefatte, avulse, che in alcuni momenti ricordano i lavori di gruppi come i Cabaret Voltaire. Come raccontato dagli stessi Fabris e Lippok, i due si sono divertiti ad improvvisare durante le registrazioni, suonando incessantemente e liberamente ogni loro idea creando così un lavoro solido ma eterogeneo. Un lavoro che va dalla psichedelia con arrangiamento di sitar di “Without a Stone”, al garage alla Iggy pop di “Kiss” fino allo shoegaze edulcorato di “Planet of Apes”. Il duo non manca di regalarci anche due perle che in parte si distaccano dal resto dell'album,  la splendida “Sinner like us” che strizza l'occhio a Lou Reed,  con le sue atmosfere pacate ed eleganti e i suoi riff d'archi, e “Love Boat” rilettura della sigla dell'omonimo telefilm che con la sua melodia semplice quanto deliziosa si rivela l'unica vera pausa che ci viene concessa. 

Dakota Days è un lavoro che porta avanti idee interessanti e spesso efficaci, è un album complesso ma che nella sua complessità d'ascolto riesce a dare spazio ad una buona verve melodica. Al suo interno però ci sono alcuni passaggi a vuoto,  probabilmente con una paio di brani in meno il disco sarebbe risultato più incisivo e diretto, ma è comunque un ottimo inizio.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.