Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


martedì 26 maggio 2020

  • MP News
  • Musica

Recensione: The Jains - Holy Changing Spirit!

19.04.2010 - Gianluca Cogliati



Recensione: Vintage Violence - Piccoli Intrattenimenti Musicali

"Piccoli intrattenimenti musicali" ci regala trentadue minuti di sano garage rock, quello  autentico, geometrico,...
Leggi l'articolo

Recensione: The Churchill Outfit - In the Dark Times

I The Churchill outfit ci hanno lasciato soltanto sbirciare nel loro mondo, e la luce sprigionata da questa piccola...
Leggi l'articolo

Recensione: Microstorie - Il Rovescio della Medaglia

Microstorie è un album impeccabile dal punto di vista tecnico e dell'arrangiamento; la cosa non  sorprende...
Leggi l'articolo

Titolo: Holy Changing Spirit!
Artista: The Jains
Etichetta: AcidCobra
Anno di uscita: 2010
Genere: Garage-rock
Voto: 7

 

Nella carriera di un musicista l'ostacolo più difficile da superare non è il secondo album, come cantava Caparezza, ma bensì il terzo. Il terzo album è quello del dentro o fuori, tutti si aspettano un cambiamento una maturazione, insomma il terzo disco è quello che può lanciare o affossare una carriera. 

Così le Jains si ritrovano ad affrontare la prova più ardua con l'album "Holy Changing Spirit!", riuscendo a superare l'esame a testa alta e con le ossa tutte intere. Per l'occasione Kris Reichert e Anna Di Pierno si sono affidate alla produzione di Amaury Cambuzat, leader degli Ulan Bator, a cui è riuscito perfettamente il compito di traghettare il duo verso nuovi lidi, donando più sfumature e maggior robustezza al sound della band.

Il primo grande cambiamento, rispetto ai precedenti lavori, è l'introduzione di brani acustici affiancati ai classici brani punk-garage a cui le Jains ci avevano abituato. In queste nuove composizioni si percepisce chiaramente la maturazione compositiva e il desiderio di uscire, almeno per un po', dai recinti di un garage-rock che ormai stava mostrando tutti i suoi limiti. In canzoni come “Holy changing spirit”, tenue ballata con accompagnamento di xilofono, o “Lullaby” carezzevole ninna nanna a tinte folk,  si può avvertire un'urgenza emotiva e una sincerità che mancava nei precedenti lavori. Nonostante l'ampliamento dei loro orizzonti le Jains però non hanno dimenticato le loro origini, ma questa volta anche nei pezzi più veloci il sound si fa più robusto, colorato, le melodie più accattivanti e incisive e per farsi un idea basta ascoltare la cavalcata noise-rock “Came back to life”. A conti fatti ci troviamo di fronte un lavoro che presenta due anime ben distinte, anche a livello grafico, che però grazie al sapiente lavoro del signor Cambuzat si amalgamano perfettamente. "Holy Changing Spirit!"  è un album efficace e diretto, certo a volte è un po' derivativo - i modelli sono sempre quelli da PJ Harvey agli Yeah Yeah Yeahs - ma questo nel 2010 non è un peccato capitale. Alla fine il cambiamento  c è stato e quindi le Jains possono dormire sonni tranquilli.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.