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sabato 30 maggio 2020

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Recensione: The Radio Dept. - Clinging To A Scheme

02.05.2010 - Alessandro Nalon



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Titolo: Clinging To A Scheme
Artista: The Radio Dept.
Etichetta: Labrador
Anno di uscita: 2010
Genere: Indiepop
Voto: 7

 

 

Ritornano i Radio Dept., una delle band di indiepop classico ad aver riscosso più successo col loro “Lesser Matters” del 2003, capolavoro che incrocia indiepop, shoegaze e dream pop, avvolgendo il tutto con una patina lo-fi.

La malinconia cristallizzata nei solchi di quel disco è rimasta intatta in questi sette anni in cui la band ha espanso il suo lessico sonoro, inglobando una modesta vena elettronica. Questo cambia poco le carte in tavola, sempre di indiepop parliamo, più precisamente quello da cameretta che la Sarah Records produceva nei primi ‘90: batterie elettroniche, arrangiamenti fai da te, arpeggi e voce dimessa e un leggero influsso elettronico.

L’ombra dei Field Mice – la band simbolo di quel modo di fare musica – si allunga su tutto il disco, a partire dall’iniziale “Domestic Scene”, con le sue cascatelle di arpeggi. I successivi due pezzi, molto upbeat e vivaci, sono due delle migliori canzoni del gruppo svedese.

La seconda parte dell’album, più elettronica e dall’atmosfera più rarefatta e uggiosa, soffre di una leggera stanchezza e di un calo di mordente, ma una coppia di bellissime canzoni rilancia il disco nel finale: “The Video Dept.”, duetto eccellente di vampate di tastiere e chitarra acustica, e “David”, ammantata da una patina quasi chillout, ma scandita da un ritmo spezzato e da una melodia che mette le note giuste al momento giusto (un synth anni ‘80 e un glockenspiel, nel ritornello), fino al delizioso assolo finale.

Insomma, non siamo ai livelli del loro disco più famoso, ma la capacità di scrivere canzoni è rimasta intatta, e ad oggi i Radio Dept. sono tra i migliori nel seguire le orme di certo indiepop di fine anni ’80 e primi ’90.

 

 

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