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Recensione : Missincat - Back on My Feet

03.05.2010 - Marcello Moi



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Titolo: Back on My Feet
Artista: Missincat
Etichetta: Venus
Anno di uscita: 2010
Genere: Folk
Voto: 7

 

Una ragazza milanese vince l''Heineken Jammin Festival Contest, si trasferisce a Berlino più agguerrita che mai e armata solo della propria chitarra pubblica un disco che nella capitale teutonica è un vero successo: questa, in soldoni è la storia di Caterina Barbieri, alias Missincat. Vi chiederete, a questo punto: cosa vuol dire “un successo”? Così un successo che il singolo “Back on my feet” è stato scelto dai pubblicitari della Nintendo per lo spot del DS? Oppure così un successo che la nostra Missincat si è ritrovata ad aprire tutti i concerti di Amy Winehouse in Germania? Beh..le cose stanno esattamente in questi termini.
Leggiadria ed essenzialità si fondono per dare vita ad un disco che fa della raffinatezza il suo punto di forza. E' una musica melliflua, che scorre nelle orecchie come una dolcissima cantilena e che ha lo stesso fascino delle filastrocche che cantavamo da bambini; se vi è piaciuto Juno e siete rimasti ammaliati da una colonna sonora così delicata e piena di dolcezza, questo è il disco che fa per voi. Se a farla da padrone è l'amore in tutte le sue sfaccettature (non solo “Inside my heart”, ma anche “Everything” che ci parla di un amore finito), non mancano anche testi di elevato spessore che toccano temi importanti come la sofferenza (“I would fall asleep until this pain has gone/cause I don't wanna face it anymore” - If I could change the end) o la guerra (“Fighting marching guiltless sinners/to trade their lives with gold and green/no one knows why they have to pay/such a cruel price – Shoot!). Per quanto riguarda il comparto musicale vale la regola dell'essenzialità: pochi fronzoli, tanta sostanza. Una chitarra acustica è più che sufficiente per accompagnare una voce così delicata, che d'altronde sarebbe inevitabilmente coperta da un arrangiamento troppo pesante; questa ricetta funziona così bene che viene quasi da stupirsi quando in “Absent Minded” compare lo spettro di una chitarra elettrica.
Non c'è nient'altro da aggiungere su “Back on my feet”, che si rivela essere un lavoro completo e maturo nonostante sia un disco di esordio. Certamente ci sono dei potenziali di crescita, data la giovane età della nostra Caterina: ci aspettiamo, per esempio, un futuro un po' più audace e più libero dalle coordinate classiche del folk, magari con qualche arrangiamento più stravagante. Ma questo riguarda il futuro: il presente è un lavoro che si merita il successo che sta raccogliendo fino all'ultimo applauso.

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