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sabato 28 marzo 2020

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Live Report: Dead Meadow + Black Rainbows + Ossimoro @ Init

10.05.2010 - Damiano Rizzo



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Permettere ai Dead Meadow di suonare dal vivo è come rendere pubblica un ipnotizzazione di massa. Guai a chi non presenzia. Tour di supporto a “Three Kings”, nuova fatica discografica e sesta immersione nella neo-psychedelia del terzetto californiano. Ad aprire le danze, nella data romana all’Init Club, troviamo gli Ossimoro, band locale che propone un’alternative rock tinto stoner a la Queens Of The Stone Age. Un esibizione, ahimè, trascurabile. Sia per lo stantio genere proposto che per il songwriting latente mostrato.  Altra band capitolina sul palco; Black Rainbows, freschi di stampa con l’ottimo “Carmina Diabolo”. Massiccio stoner rock con reminescenze heavy psych. Valanghe di riff groovy a metà tra Orange Goblin e Nebula, accompagnati dalla rocciosa sezione ritmica e dal vocione tra Ben Ward e Pepper Keenan, per un set davvero coinvolgente. Ottimo antipasto di quello che sarà, in tutto e per tutto, lo show indiscusso della serata: Dead Meadow. Il palco viene invaso dal fumo, interagendo con le luminarie del locale e creando un atmosfera confacente all’immaginario del trio californiano. Per un’ora e mezza totale di durata (bis compreso), il rock neo-psichedelico dei Meadow, sporcato con country, blues, doom ed heavy psych, rapisce gli astanti, proietta la mente in paesaggi immaginifici dai toni fiabeschi e muta pelle in continuazione.  Tant’è alto il livello di alchimia raggiunto da questo trio di scoppiati che le loro jam paiono tutto fuorché improvvisate. Mostrano sul palco una naturalezza ineguagliabile e una grande padronanza tecnica (ottimo il lavoro dietro alle pelli di Stephen McCarty). Come dei reduci dalla fattanza lisergica dei ’70, trovatisi per puro caso in un club a suonare ed improvvisare, con l’intento, peraltro pienamente riuscito, di lasciare a bocca aperta gli spettatori.  “That Old Temple”, “What Needs Must Be”, “Raise The Sails”, Ain’t Got Nothing To Go Wrong” l’irresistibile “Everything’s Going’ On” e la cadenzata “The Narrows” sono alcuni dei pezzi presentati, il cui modus operandi ammalia e continuerà ad ammaliare numerosi fans sparsi per tutto il mondo, che sia il loro nuovo parto discografico, o un altro loro splendido concerto al quale assistere. 

In una parola: magici.

 

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