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sabato 26 settembre 2020

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Recensione: Nedry - Condors

10.05.2010 - Edoardo Iervolino



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Titolo: Condors
Artista: Nedry
Etichetta: Monotreme Records
Anno di uscita: 2010
Genere: Trip-hop, Elettronica
Voto: 8

 

Le pulsioni elettroniche che aprono questo splendido “Condors” sono solo la punta dell’iceberg di un album complesso, profondo e musicalmente eccelso. I Nedry sono una band di Londra, città travolta da qualche anno da un flusso molto eterogeneo di musica “sintetica”, che unisce le sonorità trip-hop, originarie di Bristol, al mood dubstep che tanto sta spopolando tra gli ascoltatori sofisticati vicini alle atmosfere electro. Ayu Okakita è la musa asiatica di questi sensualissimi trenta minuti di musica: la sua voce, tra Bjork e Beth Gibbons, traccia linee eteree, gelidamente sensuali, distaccate, divinatorie. Chris Amblin e Matt Parker, entrambi ai synth, drum machine, programming e chitarre elettriche, compongono tappeti sonori che spaziano dal dubstep di Skream!, passando per “Dummy” e “Mezzanine”, arrivando, nelle tessiture di chitarra elettrica, fino al jungle degli ultimi mesi dei ‘70s e alle intelaiature frippiane di “Discipline” dei King Crimson. Qualche accenno di synth e dark nella meravigliosa “Squid Cat Battle”, gemma passionale che riluce elettronicamente soprattutto nel caldo abbraccio delle tenebre. 

Sarebbe stato impossibile pensare che i Massive Attack sarebbero stati battuti sul loro campo da una band al primo lavoro e che il loro “Heligoland”, già di per se ben poca roba, sarebbe stato ricordato come l’album di un ipotetico passaggio di testimone ad una nuova generazione di “trip-hoper”. In “Condros” troviamo davvero venti anni di musica, come già abbondantemente detto, ma la cosa che ci è piaciuta maggiormente è che la loro fusion riesce a produrre suoni già collaudati ma che mai sanno di muffa, mai si può affermare di averli già sentiti altrove. Giovani, convinti e, speriamo, con un futuro radioso: per il momento una delle migliori scoperte, ed uscite discografiche, del 2010 tutto.

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