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sabato 29 febbraio 2020

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Recensione: Wot - Handyman

17.05.2010 - Gianluca Cogliati



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Titolo: Handyman
Artista: Wot
Etichetta: POV
Anno di uscita: 2010
Genere: Brit Pop, Indie
Voto: 7

 

Catania non è Londra e lo stretto di Messina non è lo stretto della Manica? Geograficamente no di sicuro, ma a volte la musica fa strani scherzi e può trasformare la piazza del Duomo di Catania in Trafalgar Square. Questa metamorfosi risulta ancora più semplice se si ascolta Handyman album d'esordio dei Wot, quintetto catanese che propone un brit/indie-rock energico, asciutto e dosato negli elementi, in pieno stile anglosassone. I Wot prendono il meglio del rock inglese degli ultimi 15 anni, partendo dal periodo d'oro di Blur e Oasis fino ad arrivare al revival dei Franz Ferdinand, riuscendo a plasmare 12 canzoni genuine che solo in alcuni casi risultano un po' leziose e furbacchione.

Il disco parte forte e i già dai primi brani si comprendono i  punti di forza del sound dei Wot: sezione ritmica possente e incisiva, chitarre secche e taglienti, tastiere che con la loro grana psicotica aggiungono un tocco  garage in molti brani. Tutti questi elementi sono dosati alla perfezione nei brani più riusciti di Handyman, come per esempio in “ My Thoughts” dove sotto le ruvidità di basso e chitarra si può ascoltare anche una pregevole vena melodica, o in “Kutska” dove escono fuori tutte le influenze sixiest  con  un finale jammato a tinte psichedeliche soft. Come detto prima però in Handyman ci sono anche delle cadute di tono, sopratutto nei pezzi più lenti come “Gina”, ballad acustica in cui i Wot perdono quella genuinità che li contraddistingue cadendo nel tranello dell'emulazione sterile. Nonostante qualche piccolo difetto Handyman è un lavoro giocoso ma solido, con alcuni momenti di puro edonismo che riportano alla mente i migliori Pulp, e che per mezz'ora abbondante può far dimenticare di essere nati nel posto sbagliato.

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