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Recensione: Those Furious Flames - Trip To Deafness

15.06.2010 - Gianluca Samà



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Titolo: Trip To Deafness
Artista: Those Furious Flames
Etichetta: Bagana
Anno di uscita: 2010
Genere: Rock / Hard Rock
Voto: 6,5

 

Forse in Svizzera non c'è solo l'Emmenthal: dimenticatevi la loro tipica precisione e pacatezza, forse ci sono persone che massacrano le batterie, logorano le proprie dita sulle corde del basso, che spaccano le corde della chitarra coi denti, insomma forse ci sono persone che dei luoghi comuni se ne fregano altamente e si propongono col vecchio vestito di nuovo. E attenzione, l'abito il monaco lo fa, eccome. Resterebbe da capire cos'è questo vecchio e questo nuovo: era l'alba dei tempi e l'uomo si interrogava su cosa fosse quella palla luminosa che illuminava il cielo di notte (la Luna), da lì al Rock 'n Roll il passo fu brevissimo, ai Those Furious Flames è restato solo da modernizzarlo, rendendo quei giri blues veloci tipici dei gloriosi anni '50, più veloci, più rozzi, più unti.

Scivolone iniziale, la prima traccia non parte come ci si aspetta, ma “Hell Yeah” ha in serbo tante sorprese, e diamine (sic!) ci sorprende ed è quello che si vuole, un multicentrum di suoni southern misti a sonorità grunge alla Foo Fighters.

“On Top Of Me” ci ricopre di olio di motore, ci fa indossare una salopette, una camicia a quadri e ci catapulta sul bancone di un bar, a sorseggiare una birra mentre si ascolta un gruppo che suona nell'angolino col volume più alto possibile. “When the City Is Sleeping” è una delle canzoni migliori dell'album, l'intro è semplicemente micidiale, il suono dei piatti è avvolgente e il riffone di chitarra alla SRV calza a pennello, l'assolo è semplicemente un capolavoro: niente da aggiungere.

La migliore dell'album è la title track, “Trip To Deafness”: chitarre degne dei migliori headbangin', batteria minimale, secca e concisa, il basso ultrapresente e distorto, voce rabbiosa e un grande assolo: bestiale.

Alla fine del disco ci si accorge che qua, pur non avendo inventato nulla, i Those Furious Flames regalano al pubblico un disco diretto e carnale, senza troppi orpelli ma non per questo superficiale. Insomma, rock.

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