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giovedì 24 settembre 2020

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Intervista a -Sten-: alla scoperta della stencil art

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-sten- è lo pseudonimo utilizzato da uno street artist romano che preferisce rimanere nell'ombra e che può vantare il merito di essere tra i pionieri della rivoluzione stencil sui muri capitolini.

Lo stencil è una tecnica molto diffusa in ambito militare e civile per realizzare scritte o immagini in modo facile ed economico, utilizzando una maschera di cartone e della vernice spray. La maschera è realizzata tramite il taglio di alcune sezioni della superficie del foglio di cartoncino per formare un negativo del disegno che si vuole riprodurre. Applicando della vernice spray la forma ritagliata verrà impressionata sulla superficie retrostante lo stencil, in quanto il colore passerà solo attraverso le sezioni precedentemente tagliate. La tecnica da qualche tempo è stata esportata nel microcosmo dei graffiti e della street art, dando vita a risultati di tutto rispetto.

La peculiarità di -sten- è l'aver perfezionato la sua tecnica, la cosiddetta ”Hole School”, che consiste nel realizzare il disegno attraverso piccoli buchi prodotti sulla maschera in cartone, i quali diventeranno sul muro minuscoli punti di vernice a distanza di pochi centimetri uno dall'altro. Tale fitto reticolato di punti diventa un immagine estremamente realistica, quasi fotografica, con un livello di dettaglio enorme e che regala una profondità molto maggiore rispetto alla tradizionale tecnica ad ampie campiture di colore. La scelta dei soggetti è molto varia, con immagini tratte dal cinema, dalla pubblicità, da temi sacri o anche semplicemente dall'occhio vigile della sua fotocamera digitale, alle quali riesce a dare una incredibile carica simbolica ed emotiva. Essenzialmente -sten- riesce a mediare e filtrare l'immaginario collettivo della nostra generazione attraverso i suoi occhi e le sue maschere per produrre immagini dal forte impatto e con un ricercato gusto pop. La monotonia dello spazio urbano si riempie così di piccoli capolavori di vernice spray su laterizio grazie al suo stile inconfondibile.

-sten- non parla molto, la sua biografia è oscura e per poche persone ha un nome, un cognome ed un volto; non ama particolarmente le mostre e parlando con lui emerge chiaramente il suo desiderio di anteporre i suoi lavori alla sua identità. Rispettiamo le sue volontà.

MP:Dai tuoi esordi diverse mostre hanno portato il tuo nome. Cosa ne pensi del fatto che un qualcosa che dovrebbe essere prettamente stradale si sposti in un ambiente così diverso?

STEN:Sicuramente la street art cambia di significato quando entra in galleria, tele o pannelli e finanche dipinti sul muro, in galleria non possono essere più considerati street art. Le opere in galleria non sono più street art, sono piuttosto opere di uno street artist che cerca di vendere.

MP:Che effetto fa per un artista che si firma con uno pseudonimo essere riconosciuto, magari in un inaugurazione?

STEN:Cerco di non farmi riconoscere e mi da un certo fastidio essere riconosciuto. Preferisco che la gente conosca i miei lavori, non me.

MP:I soggetti che scegli vengono da mondi molto diversi. C'è un criterio unificante dietro la scelta dei soggetti che realizzi?

STEN:Ci sono dei filoni, ho iniziato con il filone pop cinematografico come molti stencilers d'altronde. C'è un filone di matrice religiosa per lo più cristiano. Un filone riguarda personaggi anonimi degli anni 60/70. Infine c'è un filone più personale che riguarda per lo più soggetti da me stesso fotografati.

MP:Parlaci del tuo esordio. Come mai hai scelto lo stencil come forma espressiva? Da quello che so, a differenza di qualche collega non hai un trascorso da writer.

STEN:Non non ho mai scritto, ho iniziato dopo un soggiorno in Norvegia durante l'Erasmus, lì ho visto per strada gli stencil di un certo Mikke. Dopo qualche mese, a Roma ho fatto un po’ di prove e di lì ho continuato a tempi alterni.

MP:Spesso il tuo nome è accanto a quello di Lex, meno spesso ma frequentemente accanto a quello di Lucamaleonte. So che avete organizzato una mostra insieme all'Esc, qualche tempo fa, e che ha riscosso un successo notevole. Cosa significa per te lavorare con lei/con loro?

STEN:Lavoro con loro spesso sopratutto per quanto riguarda le esposizioni e l'organizzazione dell'international poster art, una rassegna di street art dedicata al poster. Vorrei iniziare una seria collaborazione anche su strada anche se ognuno di noi ha una sua vita ed è sempre più difficile accordarsi.

MP:Artisti che stimi, dentro e fuori dall'onnicomprensivo mondo della street art?

STEN:Stimo Swoon, street artist newyorkese, Blu, Mezzoforte.

MP:L'opera che hai realizzato che ti ha dato più soddisfazioni?

STEN:Non credo di averla realizzata un opera che mi abbia appieno soddisfatto perchè sia a livello tecnico che espressivo sto facendo ancora ricerca e mi sto affinando.

MP:C'è una zona di Roma a cui sei più legato, artisticamente?

STEN:Molti miei lavori si trovano a san Lorenzo ma in questo periodo mi piacerebbe fare cose soprattutto nel centro storico.

MP: Hai realizzato anche dei lavori commissionati o è tutto circoscritto allo spazio urbano e a qualche galleria?

STEN:Alcuni quadri per alcuni privati che mi hanno contattato via web. Opere pubbliche ancora no.

Alcuni lavori realizzati da Sten sul suo fotolog.
Altre informazioni, tecniche e gallerie fotografiche sulla stencil art: www.stencilrevolution.com

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