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domenica 27 settembre 2020

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Recensione: Mano Vega - Nel Mezzo

13.07.2010 - Marcello Moi



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Titolo: Nel Mezzo
Artista: Mano Vega
Etichetta: Domus Vega
Anno di uscita: 2010
Genere: prog, electro
Voto: 7

 

“Nel mezzo” è forse il titolo meno adatto per un disco che ha come peculiarità una gigantesca barriera all'ingresso: o sei dentro al trip delirante, o ne sei fuori; stare “nel mezzo” è ironicamente impossibile. E' una musica da indigestione uditiva, un rock-prog sovrassaturo di elettronica, sinth ed effettistica che più che ascoltato va decifrato frammento per frammento. 

Fin dalla prima traccia (“Ondanomala”) i Mano Vega non fanno niente per nascondere la loro indole “filosofeggiante”. Dall'alto del loro pulpito, sorretto da una indiscutibile preparazione tecnica e da divagazioni sonore tutt'altro che scontate, snocciolano una personalissima interpretazione del concetto di musica che potremmo definire “da elettrocardiogramma”; alti e bassi, picchi e improvvise ricadute, cambi di tempo, parole sussurrate e parole urlate che si susseguono senza quasi soluzione di continuità. Momenti di puro rumore (quello che vostra madre definirebbe “baccano”) convivono più o meno felicemente con interi minuti di ermetismo musicale mono/bistrumentale; il risultato è uno sballottolamento simile a quello che si prova sulle montagne russe. Il tutto, peraltro, è  accompagnato da testi destabilizzanti e psichedelici che contribuiscono non poco allo straniamento generale. Non siamo di fronte a un lavoro banale, questo è certo, ma ciò non è sufficiente per preservare l'ascoltatore da alcuni momenti di noia. Soprattutto nelle parti lente, i Mano Vega peccano un po' di prolissità proponendo una quantità elefantica di variazioni sul tema che alla lunga possono far venire voglia di passare alla traccia successiva. 

La domanda, a questo punto, non è “a chi assomigliano”, perchè “Nel mezzo” ha l'indiscutibile merito di non assomigliare a un bel niente. Ciò che ci dobbiamo chiedere è “chi era altrettanto delirante?”, e ovviamente le risposte possono essere pressochè infinite.  Non sarebbe fuori luogo, per esempio, un paragone con i King Crimson di “Discipline” sia per  la non convenzionalità del “genere”, sia per l'alternanza continua tra musica di gruppo e monologhi dei singoli musicisti. Caldamente consigliato ai musicofili incalliti, che troveranno sicuramente pane per i loro denti. 

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