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lunedì 25 maggio 2020

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Recensione: Parched - Arc

18.09.2010 - Marcello Moi



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Titolo: Arc
Artista: Parched
Etichetta: RareNoiseRecords
Anno di uscita: 2010
Genere: Ambient
Voto: 5

 

“Arc” sembra più un bozzetto che un lavoro completo. Lancia delle gran belle idee, ma te le butta addosso dalle casse dello stereo in una forma piuttosto grezza; è come una succulenta carbonara lanciata nel piatto da un metro di distanza. Senz'altro gustosa, ma la presentazione lascia un po' a desiderare. Dopo due anni di lavoro ci saremmo aspettati un po' più di malizia dai Parched, duo italiano alla scoperta dell'ambient, che con un interessantissimo miscuglio di elettronica e chitarre baritonali è riuscito a rielaborare lo stile western arrivando a creare una sorta di colonna sonora per i cowboy metropolitani. La forma è quella della colonna sonora, e questo “Arc” sembra già pronto per un film scritto dalle note che volano nell'aria: atmosfere decadenti, un tenue filo di luce che illumina giganteschi grattacieli in rovina e un protagonista che potrebbe essere il Will Smith di “Io sono leggenda” in sella a un magnifico cavallo (con tanto di cappello da cowboy e speroni) armato della sua infallibile Colt. 

Vendendo al dunque, il difetto di questo lavoro così suggestivo è che oltre alla sperimentazione musicale non c'è nient'altro. I Parched si devono essere dati un gran da fare per trovare il perfetto mix di sintetizzatore-overdrive-chitarra-effetti per ricreare  l'atmosfera che volevano, ma hanno tralasciato fin troppo la cornice, il pacchetto, lo sfondo, chiamatelo come volete. Uno stile così particolare andrebbe scoperto piano piano, l'ascoltatore andrebbe traghettato dal lido della normalità alla scoperta del “western-metropolitano” prima attraverso brevi accenni, poi con incursioni sempre più frequenti, per farlo immergere solo dopo un po' di tempo nel pieno di questo stile. Non è solo una questione di gusti; sbattere in faccia tutto il risultato di una così lunga ricerca fin dalla prima canzone (“(Mute)Ant-hill') ha un impatto formidabile che pero' non riesce a sostenere la successiva ora di ascolto. Insomma, cominciare da subito con il “piatto forte” e reiterarlo per un'ora senza aggiungere null'altro, detto banalmente, stufa. Peccato. Avremmo sacrificato volentieri qualcuna delle nove portate di carbonara per qualche tartina e qualche antipasto in più.

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