Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


sabato 26 settembre 2020

  • MP News
  • Musica

Recensione: The Thermals - Personal Life

03.10.2010 - Massimo Sannella



Recensione: Mai Personal Mood - L’Heure Depart

Cinque tasselli che suonano freschi e raffinati in un volgere elettronico dall’animo pop. Un sound che spicca...
Leggi l'articolo

Recensione: Mr.Milk - s/t

Il cantautore campano “Mr. Milk” è un nemico giurato dell’ottimismo, delle brezze atmosferiche...
Leggi l'articolo

Recensione: Anathema - We're Here Because We're Here

Questo è il magnifico disco degli Anathema. Un risveglio, un alba che ci riempie con tutti i suoi colori....
Leggi l'articolo

Recensione: The So So Glos - The So So Glos

Le webzine americane hanno già speso ed espresso il loro entusiasmo per questo lavoro primo della band, gli...
Leggi l'articolo

Titolo: Personal Life
Artista: The Thermals 
Etichetta: Kill Rock Stars
Anno di uscita: 2010
Genere: Alternative
Voto: 7.5

 

La Portland chiassosa dei The Thermals si mette a zeppa convincente tra un elenco indie rock americano con base punk che contempla per intero band come Buffalo Tom, Replacements, Superchunk e Husker Dù, tutte scremature vincenti della rinascita ematica e vitaminizzata del rock alternativo, di ieri e d’oggi,  della provincia yankee.

Sicuramente mancherà il cuore a questo formidabile “Personal Life”, ma ce ne possiamo fregare altamente di trovare un cuore se poi non si hanno gambe robuste e dimostrazioni forti che possano liberamente scorrazzare in libertà nella musica indipendente; e il disco in questione è un millepiedi tenace e passionale che non nasconde la paura di suonare stonato o quantomeno aggressivo, suona divinamente e basta, un peccato e una virtù che stringe una circolazione sanguigna altra.

Il suono si sgrassa ulteriormente dall’angolazione sincopata e a cesoia dei precedenti lavori e accoglie dei lenti cambiamenti che lo rendono più melodico ed accessivo; pur salvaguardando il consueto stile basico del trio, si sente soprattutto negli arrangiamenti una riveduta nobile del proprio essere che lima le acrobazie fustiganti per ospitare un low-fi punkeggiante accostato al power –indie pop che poi è differenza compiuta e rintracciabile nel sali/scendi delle tracce nonché la vera sorpresa del disco.

Dunque rallentano i ritmi e arricchiscono i suoni, una caratteristica in controtendenza che si va ad incastrare nell’indie contemporaneo specialmente quello d’oltre Oceano come una necessità di massimi sistemi sonici versatili e vantaggiosi, e questa bell’entità musicale made in Oregon è ad un passo decisivo per la trasformazione di un grande punto di riferimento alt-americano.

Se da un lato rimane la fedeltà alla loro dottrina punk a bassa fedeltà che li ha cresciuti a pane e rabbia contro il Governo Bush “Power Lies”, “I don’t believe you”, dall’altro si manifesta la melodia chitarristica “Alone, A Fool”, il rock riflessivo e ondulato “Not Like Any  Other Feeling” e lo scatto d’orgoglio elettrico delle grasse pompate di basso “Your Love Is So Strong”; sicuramente il disco che surclassa d’impatto il precedente Now We Can See.

Non venderanno uno scatafascio di copie, non scaleranno classifiche, ma certamente con la mano su fuoco, si può scommettere innescheranno la combinazione vincente per mille altri suoni di contatto, d’idee.        

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.