Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


giovedì 01 ottobre 2020

  • MP News
  • Musica

Recensione: Nobraino - No USA, No UK

13.11.2010 - Marcello Moi



Recensione: Giubbonsky - Storie di Non Lavoro

E’ il suo primo lavoro, il numero Uno della sua speriamo lunga carriera. ed è gia il Numero Uno della mia...
Leggi l'articolo

Recensione: Nek - E Da Qui

Ebbene sì, Nek è arrivato a vent'anni di carriera e li ha voluti festeggiare nel più classico dei...
Leggi l'articolo

Recensione: Jovanotti - Ora

Lorenzo Cherubini, il “Jovanotti” eterno ragazzone oversize che ogni famiglia di buoni propositi vorrebbe...
Leggi l'articolo

Recensione: Verdena - Wow

In anteprima il nuovo album dei Verdena "Wow" labirinto musicale da cui sarà difficile uscire...
Leggi l'articolo

Titolo: No USA, No UK
Artista:

Nobraino

Etichetta: Martelabel
Anno di uscita: 2010
Genere: Rock Italiano
Voto: 8.5

 

Per chi ha già sentito uno dei loro tanti live in giro per l'Italia e per chi li ha già visti nell'elegante salotto della Dandini, i Nobraino non hanno certo bisogno di presentazioni. Tutti gli altri, invece, sono avvisati: sappiate che siamo di fronte a una delle realtà più interessanti della scena italiana, un gruppo di amici che da scalcinata squadra di basket della Romagna si è trasformato in una band ironica, teatrale ed estremamente poliedrica. De andrè, Gaber, Jannacci: sono tutti in questo disco, shakerati in un caleidoscopio multicolore insieme a una buona dose di cinismo e un nonsochè di surreale, il tutto immerso in un fluido un po' indie e un po' post-rock. 

Ad aprire le danze è “Grand Hotel”, polaroid di una band che suona tra bicchieri di armagnac, balli col caschè e una diva irraggiungibile che non li degna nemmeno di un applauso. “Narcisisti misti”, pungente e cinica fino al midollo, ci catapulta  nel bel mezzo di una festa di pseudo-intellettuali piena di spocchia e di noia; immersi in questa atmosfera silenziosa, soffusa e un po' imbarazzante, dove “anche il cane ha un nonsochè di artistico”, viene giustamente da chiedersi “ma quanta gente c'è alla toilette? Eppure sembro il solo a dover far pipì”. E, ancora “se il narcisismo fosse un handicap, qui tutti avrebbero il parcheggio assicurato anche in città”. 

Lo stile di Kruger e soci sembra non sbagliare un colpo fino alla metà del disco, rasentando (e probabilmente superando) la maestria nel ritornello da tormentone di “La giacca di Ernesto” e nel testo surreale e distaccato di “Titti di più”, dove chitarre ruvide e spigolose e una voce narrante particolarmente solenne (lo stile è un po' quello del “Venghino signori, venghino a sentire questa triste storia!”) raccontano l'attualissima  vicenda di un'arrampicatrice sociale. Meritevoli di una citazione anche “L'onesta monarchia di Luigi Filippo Jore”, che col suo stile medievaleggiante sembra quasi il complemento rock e apocrifo della splendida “Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poiters”, e “Chi me l'ha fatto fare”, inquietante prospettiva sul matrimonio e sicuramente la più cinica e cruda dell'intero lotto. 

L'unica nota dolente (ma del tutto personale) del disco è esattamente in mezzo. Ci è rimasta un po' indigesta la versione registrata in studio di “Bifolco”, il pezzo più cantato nei live della band. Lo stile comico e giullaresco è stato abbandonato in favore di un sound più sensuale e morbido; rimane comunque un pezzo estremamente godibile e orecchiabile, ma francamente questa  ventata di dolcezza fa un po' a cazzotti con l'estrema ironia del testo, che senza dubbio si sposa molto meglio con l'atmosfera carnevalesca della versione live. Senza contare che l'arma migliore dei Nobraino è proprio la comicità. 

“No USA, No UK” ci sembra il titolo perfetto per questo disco. Nonostante l'indole sonora sia di origine rock e indie rock, infatti, l'ironia a tratti terra terra e a tratti sofista ed estremamente raffinata che emerge dalle pieghe delle canzoni ne fa un lavoro con un sapore così italiano e così romagnolo che confondersi è impossibile. Insomma, diffidate dalle imitazioni; il rock italiano è qui, in questo “No USA, no UK”. 

 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.