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Recensione: Stearica - Stearica invade Acid Mothers Tample

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Titolo: Stearica invade Acid Mothers Tample
Artista: Stearica
Etichetta: Homeopatic
Anno di uscita: 2010
Genere: Exp. Ambient, Post Rock
Voto: 7

 

Li avevamo lasciati due anni fa con il loro “Oltre”, un album che già profilava questo gruppo di Torino in quella linea di confine che c’è fra il Rock e la sperimentazione, oppure fra la musica Ambient a quella post Rock. Ed oggi ci suggeriscono la loro invasione nel mondo fatato dei Giapponesi Acid Mothers Temple, una band che ha una storia lunghissima alle spalle. Dopo un collaborazione nata direttamente sulle strade del loro Tour, le due band hanno deciso di insediarsi a vicenda in un volteggio che ha del magico per gli amanti del genere. Fondere due realtà come queste non sempre è facile, anzi non sempre è possibile, visto il range ampissimo di accenti sonori che detiene questa gamma musicale. Il loro fondersi ha dato luce ad improvvisazioni soniche che offrono una moltitudine ben costruita di sound acidi e psichedelici, una sorta di vaso pronto a infrangersi al suolo sprigionando una provvidenziale scia, tipica della musica Drone. I sette pezzi di “Stearica invade Acid Mothers Tample” , compreso l’incipit della open track ,dove una voce guida ci indica la strada più congeniale per ascoltare il proseguo dell’album, offrono uno stock in crescendo di suoni inaciditi e sperimentali, dove è l’atmosfera sprigionata a far da padrone, un pezzo su tutti Queen Kong, sette minuti di completo trance mistico. Un album che della sperimentazione ha fatto il proprio vessillo, incuranti degli aspetti velleitari che possono emergere, come ho già accennato prima, in questi casi. Non per loro, le intenzioni sono state attuate a puntino, ogni volontà è stata acciuffata al volo per aggiungere l’ingrediente improvvisazione che loro stessi hanno più volte sottolineato. Un disco sicuramente che ha dell’unico e irripetibile in questo genere, non alla portata di tutti perché, in contrapposizione agli aspetti fin qui positivi, non si può nascondere che questo lavoro non è facile da metabolizzare, sia per sonorità che per le atmosfere toccate. Nel complesso però primeggiano le stoccate geniali di questa collaborazione succulenta. Per concludere, questo trio Torinese si sta facendo spazio in questa dimensione poche volte sfiorata nel nostro paese, dimostrandosi talentuosi e, allo stesso tempo, coraggiosi. Sicuramente da sentire.

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