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domenica 19 gennaio 2020

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Recensione: The Orb feat. David Gilmour - Metallic Spheres

12.12.2010 - Matteo Chiocchi



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Titolo: Metallic Spheres
Artista: The Orb feat. David Gilmour
Etichetta: Columbia
Anno di uscita: 2010
Genere: Pop, alt pop
Voto: Voto

 

Una spirale ipnotica. Un lento turbinare in un maelstrom elettrico fatto di  suoni classici ed esperienze extracorporee. Cinquanta minuti alla deriva nello spazio profondo a “zero gravity”, sospesi e trasportati dalle voglie celesti, scagliati senza inerzia alcuna come un proiettile verso l’orizzonte degli eventi; verso la materia oscura. Sfere metalliche in due tracce a metà tra ambient, soffusa psichedelica settantiana, fumi allucinogeni e coscienze drasticamente e chimicamente alterate. Nuova frontiera sonora che pesca da quel che è classico e datato per cercare di fornire qualche spunto contemporaneo, nuovo. Insieme agli Orb ed alle loro composizioni del 2010 c’è anche Mr David “Pink Floyd” Gilmour col suo inconfondibile tocco sulla sei corde, e col suo altrettanto inconfondibile utilizzo della sliding guitar. Qui molto più che guest, egli è ispiratore e formale esecutore di ogni vagito e singulto elettrico delle chitarre, trattate ancora una volta con classe ed infinito gusto. Niente di nuovo, questo è certo. Coloro che agognano la continua scoperta di nuovi pianeti musicali, potranno trovare in queste “sfere metalliche” artificiali, per circa un’ora, la pace per i propri sensi ed il riposo per le loro coscienze moderne, continuamente disturbate dalle cacofonie stridenti delle metropoli odierne. In fondo non credo che sia poco.

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