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sabato 29 febbraio 2020

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Recensione: Harris Tweed - s/t

19.12.2010 - Edoardo Iervolino



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Titolo: s/t
Artista: Harris Tweed
Etichetta: -
Anno di uscita: 2010
Genere: Rock, Punk
Voto: 6

 

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Gli Harris Tweed sono Alessia (basso e voce) e Federico Masi (batteria) con il chitarrista Folco Vinattieri. La band, nata nel 2006, si è mossa fin da subito in Toscana come cover band di gruppi come gli Ac/Dc, Green Day e Blink 182. Successivamente si sono dedicati alla produzione autonoma di brani e arrangiamenti. Questo self titled è un EP contenente cinque tracce a metà strada tra il rock, l’hard rock e il punk. Nonostante le sonorità siano dure e pure, anche se un po’ ripetitive, la voce femminile fa da contraltare e crea l’effetto tipico del punk americano: un punk rock scolastico con l’aggiunta di quel tocco di freschezza tutta femminile che non guasta mai. Il mood è quello giusto, a volte sembra di sentire dei Placebo più grezzi, anche se in nessuna traccia si ha la sensazione di essere davanti ad un opera compiuta con la dovuta accortezza: esempio massimo è “No Network Coverage” un brano che perde colpi, in modo significativo, durante il ritornello che odora troppo di già ascoltato. Viceversa sia nell’introduzione che nei bridge musicali fiutiamo qualcosa che ha la fragranza del “molto buono”. 

 

Questa autoproduzione - gesto coraggioso già in sè - speriamo sia di aiuto e di supporto agli Harris Tweed per riuscire a trovare una strada propria, che trascenda quindi da reminiscenze musicali troppo evidenti, e sia da trampolino per le loro esibizioni live che, ne siamo sicuri, devono essere davvero selvagge. Menzione a parte per l’artwork dell’EP: verniciato a mano di bianco-grigio, timbrato sul retro con i titoli delle tracce e legato assieme con uno spago fermato da un piombino. Anche di queste finezze è fatta la musica.

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