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martedì 29 settembre 2020

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Recensione: Marlowe - Fiumedinisi

19.12.2010 - Paolo Pavone



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Titolo: Fiumedinisi
Artista: Marlowe
Etichetta: Seahorse Rec
Anno di uscita: 2010
Genere: Indie
Voto: 7

 

Eccoci al quarto capitolo di questa band siciliana, i Marlowe che pubblicano “Fiumedinisi”, un album ombroso e oscuro. Atmosfere che sembrano uscire da uno scenario di Tim Burton, dense come il sangue coagulato sulla pelle ferita o ruvide come la ruggine sul ferro bagnato. Un disco che contiene undici visioni personalissime di spaccati di vita vissuti e visti con occhi crudi e senza maschere. I pezzi, rigorosamente ambientati in uno scorcio di Rock Indie, abbracciano azzeccati momenti di dum che inquadrano il tutto in un’ambientazione ancora più dannata e soffusa. Più da vicino “Fiumedinisi”  presenta un duetto che risulta perfetto, In fondo alla gola, in collaborazione con Angela Baraldi, è la sintesi delle intenzione dei Marlowe. Per suoni rimanda molto ai meccanismi sempre verdi di Leonard Cohen, una poetica che fa da collante ad un melodico crescente, per citare i più rodati Massimo Volume come riferimento autoctono. "The Last Day Swimming", cantato in inglese, ricorda gli artigli compositivi di quel diavolo di Mark Lanegan, una voce pregna di vettori emozionali posata sul tappeto sonoro puntuale e provvidenziale. Il resto dei componimenti sono fedeli al registro, nessun sconvolgimento della scaletta, nessun guizzo di luce che, in questo caso, guasterebbe soltanto. L’identità di questi musicisti è ormai consolidata, forti di una carriera che assume gli aspetti di una realtà affermata, i Marlowe si dimostrano maturati e pronti a lasciare il proprio marchio di fabbrica nella musica Indie italiana. Un bellissimo modo per chiudere quest’anno che volge al termine, da usare come trampolino per una dolce prospettiva futura della musica made in Italy. 

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