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Akron/Family - Love is Simple

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Titolo: Love is Simple
Artista: Akron/Family
Etichetta: Young God Records
Anno d'uscita: 2007
Genere: Folk Psichedelico / Alternative Rock
Voto: 8,5/10

Gli “Akron/Family” sono un quartetto proveniente da Brooklyn, protetti dall’ala di quel Signor gruppo che furono gli Swans. Chiariamo subito le cose: “Love is Simple” è davvero uno dei migliori lavori del 2007. Il leader Olinsky (chitarra e voce) ha costruito la sua ultima fatica con schizofrenica scientificità: il lobo frontale del suo cervello gli diceva “Picchia con lo stile Beatles”, quello occipitale ordinava “Vacci di Psichedelia”. L’unione dei due generi ha portato ad uno degli esperimenti più interessanti e audaci degli ultimi dieci anni: “Love is Simple” appare come un ponte onirico che congiunge il pianoforte di John Lennon, gli arrangiamenti degli “Incredibile String Band”, la voce di McCartney, la follia dei “NEU!”, la voglia di non prendersi troppo sul serio degli “Ween” e le atmosfere ‘70s quando, soprattutto negli U.S.A., ogni album prodotto era di altissimo livello.

Vedendo la data di produzione di questo gioiellino musicale si rimane di stucco: l’era folk psichedelica non è finita, il soft rock beatelsiano non sta emettendo i suoi ultimi respiri, la delirante lezione dei Faust ha fatto proseliti. Lo spirito folk di John Martyn pulsa ancora in questo nebuloso 2007. L’immaginario tribale di Peter Green ha avuto qui nuovi e incredibili sussulti.
La parte centrale del disco (la sciamanica “Lake Song/New Ceremonial Music for Mom”, l’introspettiva ed espiativa “There’s so many colors”, la placida “Crickets” e la gioia barrettiana di “Phenomena”) è di qualità raramente ascoltata da moltissimo tempo a questa parte: l’immaginario ci conduce dai pontili in un paesaggio di un afoso Texas “by night”, ai riti tribali dell’Africa nera, dalla Londra multietnica di Soho, ad orizzonti urbani e brulicanti d’indifferenza.

E’ inutile che noi scrittori di musica continuiamo a sorprenderci che il rock non sia ancora morto: arrendiamoci finalmente all’idea che la Musa della Musica non può dipartire. Gli “Akron/Family” ci stanno dicendo proprio questo: ragazzi non aspettatevi risorgimenti vari, la musica non è morta nel 1973; siamo stati sempre qui. Ormai abbiamo capito qual è il gioco: non si deve cercare spasmodicamente e con bramosia gli album giusti, quelli indimenticabili e immmarcescibili, nel presente, ma bisogna aspettare che questi arrivino a te.

La copertina di “Love is Simple”è esplicita fino in fondo: gli “Akron/Family” sono i “Faust” a colori. Con buona pace di tutti gli scaruffini. L’amore si è incarnato in musica. E l’evento risulta davvero inspiegabile, come l’amore stesso.

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