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giovedì 01 ottobre 2020

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Recensione: Mr.Milk - s/t

30.01.2011 - Massimo Sannella



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Titolo: s/t
Artista: Mr.Milk
Etichetta: Casa Molloy
Anno di uscita: 2011
Genere: Minimal Folk
Voto: 4

 

Il cantautore campano “Mr. Milk” è un nemico giurato dell’ottimismo, delle brezze atmosferiche che donano un abbozzo di sorriso e di quei bottoni che – una volta manovrati – mettono in moto l’energia sana e contagiosa del vivere, magari anche un accenno, ma del vivere. Lontanissimo da quel “nato per correre” esordisce con un disco senza titolo, fragilissimo come una ragnatela sorpresa dalla brina mattutina, che “frigna” folk minimalissimo da tutti i pori possibili, con l’anima rappresa e congelata in un’incredibile non enfasi che sembra colma di pene e  peccati da scontare; oramai con la tecnologia nella musica si può fare di tutto e di più, ma davanti ad una piccola antologia obliqua come queste tracce tutto si ferma, tutto rimane impigliato nello sforzo difficile di capire il perché di tale fustigazione sonora messa in atto dall’autore campano. Eppure il nome Mr..Milk esorta a qualcosa di bucolico, silvestre, felice nel senso stretto della traduzione, ma quello che si va ad incontrare seguendo le dodici tracce del disco è un trasloco ripetuto d’essenzialità costipata e penitente, colorato di tutte le variazioni cromatiche del marrone che già hanno svezzato le fragilità Oldhamiane, di Drake e altri personaggi del mal di vivere. Una voce finissima, in equilibrio precario sulle corde dell’anima e una chitarra acustica che accompagna deliri e introspettive profonde, sono le uniche quadrature armoniche – a parte la dolenza ben fatta di un pianoforte in “Cardinal Legs” – che circoscrivono il mondo all’ingiù del nostro cantautore Milk, un mondo in down che da “Calls & Letters” a “Stupid Guy” fa stringere il cuore di chi presta l’orecchio clemente nonostante le tribolazioni della vita normale. Oggi come oggi tutti abbiamo “un blues da piangere” , tutti abbiamo un nodo alla gola che ci stringe caparbio dietro ogni angolo dell’esistenza, allora sotto con l’energia sana e contagiosa della musica nata per correre e per far battere forte le tempie e i polsi; esortiamo Mr. Milk ad una “botta di vita sonora” che alzi la testa e inebriarsi d’enfasi al limite della possessione.             

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