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mercoledì 16 ottobre 2019

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83rd Academy Awards

Oscar 2011, ecco i vincitori

28.02.2011 - Francesco Manca



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Si è conclusa da poche ore l'83a cerimonia della consegna dei premi Oscar, tenutasi al Kodak Theatre di Los Angeles e che ha presentato, come lo scorso anno, una rosa di candidati al miglior film non più composta da soli 5 titoli bensì da 10. Una novità importante e significativa che ha fatto (relativamente) acquietare gli animi di coloro i quali, nelle passate edizioni, lamentavano il fatto di vedere sacrificati titoli meritevoli per esclusiva mancanza di spazio.
Non a caso, anche quest'anno, per la seconda volta nella storia degli Academy, ha ricevuto la nomination al miglior film anche un cartoon, "Toy Story 3", che, tuttavia, è riuscito ad imporsi solo come miglior film d'animazione e per la miglior canzone originale firmata dal grande Randy Newman.
A trionfare su tutti è stato, invece, "Il discorso del re", dramma storico incentrato sulla reale vicenda di re Giorgio VI, costretto per tutta la vita a lottare contro la sua balbuzie.
Diretto da Tom Hooper e interpretato da uno straordinario Colin Firth, il film si è presentato con un totale di ben 12 nomination (il più alto di questa edizione) ed è riuscito a concretizzarne 4. Un risultato tutto sommato modesto ma comunque soddisfacente, se consideriamo che, tre di queste riguardano le categorie più importanti: miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista, oltre alla miglior sceneggiatura originale.
Cocente delusione, invece, per "The Social Network", biopic ad opera di David Fincher sul creatore di Facebook Mark Zuckerberg.
Dopo la vittoria ai Golden Globe, sembrava che il film di Fincher avesse già la vittoria in tasca, ma, sfortunatamente, su 8 nomination, solo 3 di queste si sono materializzate: miglior sceneggiatura non originale, miglior montaggio, miglior colonna sonora. Un responso molto simile a quello registrato lo scorso anno dal kolossal "Avatar", che si vide letteralmente soffiare sotto al naso i riconoscimenti più ambiti da "The Hurt Locker", war movie diretto dalla combattiva Kathryn Bigelow.
Ma la batosta più grande l'hanno avuta, probabilmente, i fratelli Coen con "Il Grinta", visionario western con un cast stellare composto da Jeff Bridges (già premiato la scorsa edizione come miglior attore per "Creazy Heart"), Matt Damon e Josh Brolin.
Tutte le 10 nomination sono infatti andate a vuoto, compresa quella a Roger Deakins per la miglior fotografia (9 candidature fino ad ora per lui, ma ancora nessuna vittoria...). Un flop, quello de "Il Grinta", paragonabile a quello riscontrato nel lontano 2003 da "Gangs of New York".
Avrebbero potuto far meglio anche il drammatico "127 ore" (0/6), la commedia "I ragazzi stanno bene" (0/4) e il thriller "Un gelido inverno" (0/4).
Buon risultato, al contrario, per "Inception", che ha ottenuto 4 premi tecnici (miglior fotografia, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro, migliori effetti speciali) su 8 nomination. Dispiace solo non aver visto il nome di Christopher Nolan nella cinquina dei migliori registi.
Un enorme plauso alle fantastiche Natalie Portman e Melissa Leo, la prima miglior attrice per il cupo "Black Swan" e la seconda miglior attrice non protagonista per "The Fighter", che ha regalato la statuetta anche al gigantesco Christian Bale come miglior attore non protagonista.
La Danimarca vince come miglior film straniero grazie a "In un mondo migliore" di Susanne Bier e "Inside Job" si aggiudica il premio per il miglior documentario.
Anche l'Italia, nel suo piccolo, aveva la chance di portare a casa un riconoscimento. Antonella Cannarozzi, nominata per i migliori costumi di "Io sono l'amore", è stata sconfitta da Colleen Atwood per "Alice in Wonderland".
Dulcis in fundo, i due conduttori della serata: James Franco, che era candidato anche come miglior attore per "127 ore", e Anne Hathaway, entrambi alla loro prima esperienza sul palco del Kodak Theatre.
Deludente, secondo molti, la performance di entrambi, soprattutto quella di Franco, impacciato, legnoso e distante, al contrario della collega molto più disinvolta anche se non eccezionale.


La notte degli Oscar 2011



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